Porto e trasporti

GENOVA - Con quale intensità di vento si blocca l'operatività dei vari terminal del porto di Genova, Vado, La Spezia? Chi detta le regole? Quali sono le motivazioni? Quanto il vento è nemico del porto? Inchiesta di Primocanale su questo tema, passando in rassegna i diversi terminal degli scali di Genova, Savona, Vado e La Spezia. In questa sesta puntata riceviamo le informazioni da Maurizio Anselmo, amministratore delegato del terminal San Giorgio a Genova.

 

“Al terminal San Giorgio di Genova la questione è riconducibile alla nostra  procedura di emergenza denominata “Eventi meteo rilevanti” che prevede 5 livelli, MONITORAGGIO, PRE ALLARME, ALLARME, VERIFICA E RIPRISTINO, RIPRESA DELLE ATTIVITA’  con le seguenti modalità:

 

  • Attività container (imbarco/sbarco), la soglia del vento rilevato dall’anemometro posizionato sulle gru di banchina fa scattare il preallarme a 65 km/h (costante), le operazioni vengono obbligatoriamente sospese e la gru messe in sicurezza al (costante) superamento dei 75 km/h. Tra i 65 ed i 75 km/h ci affidiamo a valutazioni soggettive dei referenti operativi preposti del terminal (i Coordinatori Nave) in collegamento con il primo dirigente in materia di sicurezza del terminal (Responsabile Operativo). Il ripristino e la ripresa sono previste al calare del vento al di sotto dei 65 km/h
  • Attività RORO, imbarco sbarco, in presenza di risacca marina che provoca una significativa instabilità della nave, scatta un preallarme ed un confronto tra preposto del terminal ed ufficiale nave che possono disporre l’interruzione delle operazioni qualora non considerino sicure le condizioni di lavoro; ovviamente lato Terminal la decisione finale è a cura del Responsabile Operativo, lato nave del Comandante. Il ripristino e la ripresa sono vincolate alla stabilità della nave
  • Operazioni di piazza: il monitoraggio prevede che i referenti operativi del terminal (Coordinatori Terminal) vengano informati da parte delle Direzione Operativa del terminal ogni qual volta venga proclamata da Arpal un’allerta meteo di qualunque genere. Per il vento vengono applicati gli stessi criteri previsti per l’Attività imbarco/sbarco containers e l’anemometro di riferimento è quello installato sulla Palazzina Uffici. Per le operazioni di piazza vengono poi considerate anche la scarsa visibilità e le condizioni di accesso alle aree operative, in questi casi riferibili soprattutto alla pioggia. In tal caso la prima valutazione è lasciata al lavoratore che, se ritiene le condizioni di lavoro non adeguate alla sicurezza delle persone (e/o delle merci), deve informare il preposto (Coordinatore Terminal) che a seguito di consulto con il Responsabile operativo può disporre la temporanea interruzione delle operazioni, anche in questo caso è previsto un rientro alla normalità in 2 fasi : VALUTAZIONE e RIPRESA DELLE ATTIVITA’. 

 

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