Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo UrsoUn question time nel segno dell'ex Ilva: si è tradotto così il pomeriggio alla Camera del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, al centro delle interrogazioni dei parlamentari liguri. Il futuro di Acciaierie d'Italia è sempre più incerto, con il taglio della zincatura a Genova e nel Nord d'Italia.
Tre le interrogazioni al ministro Urso, presentate dai parlamentari liguri: Luca Pastorino del Gruppo Misto, in quota Partito Democratico; Ilaria Cavo di Noi Moderati; oltre ai dem Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.
Il ministro delle Imprese e Made in Italy Urso ha annunciato che "non ci sarà nessun piano di chiusura di Acciaierie d'Italia". Il ministro ha ribadito che "a Genova nessuno andrà in cassa integrazione, con salario integralmente corrisposto".
Nel frattempo a Genova Cornigliano la protesta va avanti con i lavoratori che chiedono che l'impianto per la lavorazione della zincatura non si fermi come invece ha previsto da qui a fine febbraio il Governo. Anche su questo tema replica Urso: "Lo stop ai due altoforni di Taranto incide solo temporaneamente sulla produzione a Genova". Il ministro spiega che l'obiettivo è far ripartire a marzo la produzione con le nuove spedizioni di rotoli di acciaio da Taranto verso Genova per la lavorazione dello zincato nello stabilimento di Cornigliano. Urso precisa anche che a livello nazionale il piano, dopo le opere di manutenzione, è quello di riportare a quattro milioni le tonnellate di produzione e che per Genova la "produzione deve seguire l'accordo di programma" con la possibilità di far insediare "nuove attività sulle aree di Cornigliano".
Urso: "Tecnologie green hanno bisogno del gas"
Urso analizza gli scenari futuri e parla della gara internazionale per l'acquisizione degli impianti siderurgici. La gara "è in atto, i negoziati sono difficili perché l'obiettivo è sfidante" ha proseguito sottolineando che "il Governo sta intanto lavorando alle condizioni abilitanti nella consapevolezza che la fornitura e il costo dell'energia è il fattore più critico, anche nell'ottica dei fabbisogni connessi alla programmata decarbonizzazione. La tecnologia green ha bisogno del gas. In un contesto in cui non risulta praticabile la soluzione della nave rigassificatrice in ragione delle opposizioni espresse dagli enti locali, stiamo lavorando alle condizioni per un rifornimento terrestre di gas che possa risultare sostenibile economicamente". Allo stesso tempo, ha aggiunto "stiamo predisponendo le condizioni per interventi di nuova industrializzazione delle aree libere dalla attività siderurgica, sia a Taranto sia a Genova, al fine di favorire nuovi aggiuntivi insediamenti produttivi. Su questo abbiamo già concordato con gli enti locali una serie di incontri previsti nelle prossime ore per lavorare insieme".
Urso annuncia azione risarcitoria di 5 milioni contro ArcelorMittal
E poi il ministro entra nella questione internazionale: "In Europa la siderurgia è in crisi, c'è la concorrenza asiatica con una sovra produzione che ora l'Ue ha annunciato di contrastare alzando i dazi". Durante il Question Time il ministro Urso ha spiegato che "i commissari dell'ex Ilva avvieranno un'azione risarcitoria contro Arcelor Mittal per "5 miliardi di euro. Hanno avviato un piano di manutenzione straordinaria per consegnare al futuro acquirente entro marzo impianti funzionanti e sicuri con almeno 4 milioni di capacità produttiva. La manutenzione straordinaria è assolutamente necessaria ed è conseguente al totale stato di abbandono in cui gli impianti sono stati lasciati da ArcelorMittal, per questo i commissari avvieranno nei prossimi giorni una azione risarcitoria per 5 miliardi".
"La priorità ai lavoratori", il monito di Ilaria Cavo
Le parole dell'onorevole Ilaria Cavo, di Noi Moderati, ribadiscono il "lascito" importante per il Governo ma la necessità che i lavoratori siano la priorità. "Condividiamo il fatto che sull’ex Ilva il governo ha ereditato un lascito pesante, come ha ripercorso oggi il ministro Urso. Apprezziamo gli sforzi fatti e in atto sui temi dell’ambiente, delle manutenzioni, degli ammortizzatori sociali. Recepiamo con favore che il piano industriale resta quello a base della gara e lo sforzo per il rifornimento del gas via terra, a Taranto, per rimediare al no alla nave rigassificatrice - ha commentato Ilaria Cavo -. È positivo che si predispongano interventi per una nuova industrializzazione delle aree libere dall’attività siderurgica sia a Taranto che a Genova, come annunciato oggi dal ministro. Detto tutto questo, è però evidente che occorre dare risposte agli operai che stanno scioperando sia a Taranto, sia nella mia città, Genova: va bene pensare alle aree ma prima bisogna pensare ai dipendenti, agli operai, perché in questo momento sono la priorità. È necessario – conclude Cavo - fare tutto il possibile per garantire a Genova e ai siti del Nord i livelli di approvvigionamento avuti finora in attesa dell’esito della gara".
I parlamentari liguri perplessi dalle risposte del ministro
"Nessuna risposta che si possa chiamare tale da parte del ministro Urso su Ex Ilva. Il Ministro non ha sciolto nessun nodo: non ha parlato di ripresa immediata dell'attività di zincatura, non ha affrontato il tema dell'intervento dello Stato, anzi lo ha condizionato a mille opzioni. E non ha dato indicazioni sulla ripresa del piano industriale. Il vuoto assoluto. Mentre a Genova, a Novi Ligure e Racconigi e a Taranto i lavoratori continuano il loro sciopero per far valere il loro diritto al lavoro, a Roma il Governo non prospetta nessuna opzione possibile per garantire livelli occupazionali e continuità produttiva. Rimane anche oscuro il passaggio in cui il Ministro durante l'intervento al Question Time alla Camera ha dichiarato che ci saranno nuove iniziative di reindustrializzazione nelle aree non più ad uso e ha programmato incontri sul territorio sul tema. Ma cosa ha voluto dire? Che ci saranno aree sottratte a Ilva? Questo governo si decida a fare chiarezza e soprattutto a rilanciare la produzione siderurgica in Italia in modo serio e trasparente e dia risposte ai lavoratori e al territorio" così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo dopo il Question time alla Camera su ex Ilva, chiesto insieme all'on Pastorino.
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