
Come erano emerso durante "Terrazza Incontra il Terzo Valico" organizzato un mese fa da Primocanale, le difficoltà ingegneristiche e geologiche, in particolare la presenza di grisù nelle montagne, stanno complicando ulteriormente i lavori per la costruzione del Terzo Valico. Ora verranno effettuate indagini controllate sui materiali rocciosi per gestire il gas intrappolato e verrà potenziato il sistema di ventilazione. I lavori nei 600 metri della zona rossa inizieranno ad aprile e solo dopo quattro mesi sarà possibile stabilire una data precisa per il fine lavori.
"Da aprile ripartono i tre fronti col gas, gli altri stanno andando avanti. Perciò conosceremo la chiusura dei lavori quattro-cinque mesi dopo che avremo sperimentato questa nuova tecnologia che consente di procedere con valori di gas superiori" spiega il viceministro Edoardo Rixi.
Le tempistiche di completamento dell'opera sono quindi sempre più incerte. La scadenza del 2026 è critica poiché oltrepassarla comporterebbe la perdita di circa 4 miliardi di euro in finanziamenti europei. Il governo sta considerando una revisione del Pnrr, con l'obiettivo di stabilire obiettivi parziali collegati alle parti già realizzate dell'infrastruttura.
Rixi su questo tranquillizza: “Non abbiamo problemi di soldi, si perderebbero solo 200 milioni per le opere non realizzate, e su quei 200 milioni il governo è già tranquillo".
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