CRONACA

"Siamo al limite di una emergenza idrica per impossibilitÓ a mungere acqua in profonditÓ"

Ventimiglia, acqua Roya torbida: i sindaci scrivono una lettera al Prefetto

di r.p.

giovedý 03 giugno 2021
Ventimiglia, acqua Roya torbida: i sindaci scrivono una lettera al Prefetto

VENTIMIGLIA -  I sindaci di Ventimiglia Gaetano Scullino, Maurizio Odoero, sindaco di Airole e Olivetta San Michele con il suo sindaco Adriano Biancheri, hanno scritto al prefetto di Imperia, Alberto Intini, sollecitando un intervento con le autorità francesi per porre rimedio all'acqua torbida a causa di lavori per ripristinare la viabilità nella val Roya francese a seguito dei danni provocati nell'ottobre scorso dalla Tempesta Alex.

"Siamo al limite di una emergenza idrica per impossibilità a mungere acqua in profondità - è scritto nella missiva -. L'acqua è torbida e aumenta sempre più la preoccupazione dei cittadini e degli operatori economici. Abbiamo constatato che la causa di tale inquinamento ha origine dalle attività di movimento terra in corso nell'alveo del fiume nei territori francesi".

La più grande preoccupazione dei sindaci, con l'estate alle porte, riguarda la qualità dell'acqua del fiume sia per l'approvvigionamento idrico dei pozzi, il bacino acquifero del Roya fornisce acqua potabile da Nizza, in Francia ad Andora, in provincia di Savona, sia che per un possibile inquinamento del mare.

"Siamo rimasti sino ad oggi fiduciosi e pazienti - concludono - sulla possibilità che i lavori in Francia andassero a terminare prima dell'inizio della stagione balneare, che fossero risolti i problemi di ripristino dei collettori fognari e che non scaricassero più nell'alveo del fiume Roya, ma alla luce dei fatti sopra esposti non possiamo più permetterci di restare inerti e attendere un 'bon gest' dei colleghi francesi. Viviamo ormai quotidianamente nel terrore di dover essere costretti ad emettere un divieto di balneazione in piena estate, una razionalizzazione dell'acqua potabile o addirittura l'interruzione del pubblico servizio. A ciò seguirebbe la dichiarazione di uno stato di calamità sanitario, ambientale ed economico.



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