POLITICA

Salvini: "Toghe rosse, manco in Turchia". Rixi: "Distanti anni luce da quegli anni"

Terremoto Lega Nord, Cozzi replica a Salvini: "Nessun attacco, difendiamo il Parlamento"

venerd́ 15 settembre 2017
Terremoto Lega Nord, Cozzi replica a Salvini:

GENOVA - Nessun attentato alla Costituzione, nessun attacco politico. Anzi, il sequestro dei conti della Lega Nord è un'azione "a tutela del Parlamento". Alle parole del segretario federale Salvini risponde il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi. Il terremoto che ha scosso il Carroccio ha come epicentro proprio il capoluogo ligure, nell'ambito della condanna a Bossi e Belsito per la presunta truffa sui rimborsi elettorali. 

I giudici genovesi hanno spiegato che la confisca di 48,9 milioni, che in Liguria riguarda Imperia e Sanremo, è giustificata dal "rischio concreto che un ritardo nell'attuazione del sequestro potesse di fatto compromettere il recupero delle somme dovute". In altre parole, la diminuzione delle entrate e il depauperamento del patrimonio del partito, ammessa, secondo i magistrati, dagli stessi avvocati difensori, potrebbe impedire il versamento delle somme dovute dopo la sentenza. 

Ai contrattacchi della Lega, che accusa il Pd di avere amici tra le 'toghe rosse' e di aver agito per sovvertire la volontà popolare, la procura risponde: "Abbiamo altro da fare". E cita terrorismo e 'ndrangheta. "Quello emesso dal tribunale - ha spiegato ancora Cozzi - è un sequestro preventivo provvisorio. Se la sentenza di condanna di primo grado dovesse essere ribaltata in appello o in Cassazione, i soldi verranno restituiti. Abbiamo il massimo rispetto per la Lega e per tutti i partiti. I processi che questo ufficio manda avanti dimostrano che non si guarda in faccia a nessuno e, tantomeno, a nessun colore politico". 

"Faremo ricorso contro questo attacco politico. Non solo come segretario della Lega, lo faranno anche le migliaia di cittadini che hanno volontariamente donato alla Lega", ha insistito Salvini prima di convocare un consiglio federale d'emergenza. Sì, perché domenica c'è il raduno di Pontida e non emerge alcuna intenzione di annullarlo. "Piuttosto lo faremo a nostre spese", dichiara il leader leghista. "Non si può permettere che in uno Stato di diritto - prosegue Salvini - qualcuno venga imbavagliato. Senza uno straccio di foglio in mano bloccano un partito, su decisione di un singolo giudice. Ma neanche in Turchia". 

RIXI: LONTANI ANNI LUCE DA QUELLA LEGA

"La Lega di oggi, quella del nostro segretario Salvini, è distante anni luce da quella degli ancora presunti reati di cui oggi ci troviamo a pagare il conto". Così il segretario regionale della Lega Nord in Liguria Edoardo Rixi taglia nettamente col passato e difende l'attuale segretario nazionale Matteo Salvini. "Domenica a Pontida saremo ancora più numerosi del previsto - prosegue Rixi - ci possono bloccare i conti, ma non fermeranno la nostra voglia di cambiare questo Paese. Il popolo della Lega, in Liguria come nelle altre regioni, ha sempre dimostrato di saper vincere le battaglie più difficili senza paura anche rinnovandosi al proprio interno. E l'attività sul territorio "va avanti - ha concluso Rixi - le sezioni restano aperte".

IL PROCESSO

Il blocco ai conti ha origine dalla condanna di Umberto Bossi e dell'ex tesoriere, il genovese Francesco Belsito, per truffa ai danni del Parlamento legata all'ottenimento di rimborsi pubblici che in realtà non erano riconducibili ad attività politica. La vicenda riguarda la maxi truffa sui rimborsi elettorali relativa agli anni compresi tra il 2008 e il 2010. Bossi era stato condannato a due anni e sei mesi e Belsito a quattro anni e dieci mesi, oltre ai tre ex revisori contabili Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi (con pene dai due anni e otto mesi a un anno e nove mesi) e i due imprenditori Stefano Bonet e Paolo Scala (cinque anni). Secondo l'accusa, i vertici del partito avrebbero ottenuto i rimborsi elettorali con documentazioni artefatte, fondi che poi sarebbero stati utilizzati in gran parte per spese non istituzionali.

I MAGISTRATI: RESPINGIAMO LE INSINUAZIONI

A proposito del sequestro preventivo dei fondi della Lega, la giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati, in una nota, respinge "con fermezza" le "insinuazioni" secondo le quali "la magistratura abbia adottato provvedimenti al fine di danneggiare alcune parti politiche a favore di altre". La giunta dell'Associazione Nazionale Magistrati - si legge nella nota - "prende atto che nelle ultime ore l'Autorità Giudiziaria di Genova è stata oggetto di un violento attacco nel quale, ancora una volta, si insinua che la magistratura abbia adottato provvedimenti al fine di danneggiare alcune parti politiche in favore di altre". "L'Anm respinge con fermezza queste allusioni - prosegue la nota - evidenziando che eccedono il legittimo esercizio del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari e minano ingiustificatamente la credibilità e l'immagine di terzietà dell'intera magistratura".

LE REAZIONI DEL MONDO DELLA POLITICA

L'ex premier Matteo Renzi ha colto l'occasione per affondare il colpo contro la Lega: "Pensate a come sta messo il centrodestra: tutti i giorni la Lega fa la morale a Roma ladrona ma nessuno che dica che c'è un partito che ha rubato i soldi del contribuente. La Lega deve dare 48 milioni di euro".

Immediata la replica del leader del Carroccio: "Secondo Renzi, la Lega e alcuni milioni di italiani, sono colpevoli di aver rubato. Si vergogni. Un partito che si definisce democratico non si cura di quanto dice la Costituzione. Certo, faremo ricorso - aggiunge Salvini - ma con i tempi della giustizia italiana dovro' attendere un anno. E nel frattempo sto qui a guardar le stelle".

Solidale con Salvini è Francesco Storace (Mns) che critica le parole dell'ex presidente del Consiglio: "Renzi è un povero bugiardo arrivato alla fine del suo percorso che ha perso ormai ogni consenso. Fatemi capire. Un giudice contesta 400 o 600mila euro a Bossi e pretendono 48 milioni da Salvini? E Renzi ha pure il coraggio di comiziare?". "Sembra di essere in Turchia, la nostra capitale non è più Roma ma Ankara" ha riferito il segretario provinciale della Lega a Imperia Giulio Ambrosini.

La Lega si prende i soldi pubblici e poi si lamenta perché dice "abbiamo tutti quanti contro". Questo è il mondo alla rovescia". Lo dice il deputato M5s Alessandro Di Battista. D'accordo anche il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio: "La Lega Nord prima parlava di Roma ladrona e ora urla al complotto: abbiamo almeno la decenza di restituire i soldi".

"Non entro nel merito. Ho le mie personali convinzioni e la conoscenza anche di tutto quello che è avvenuto: penso sia un danno grave per noi, ma sono convinto che la Lega è un grande partito e saprà reagire". ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ex segretario della Lega Nord, interpellato sul congelamento dei conti del suo partito dopo la condanna in primo grado di Umberto Bossi. Maroni non ha voluto commentare la decisione della Lega di non costituirsi a suo tempo parte civile nel procedimento di Genova.

Il deputato di Direzione Italia Daniele Capezzone parla invece dei principi della Costituzione da tutelare e che rischiano, a suo dire, di essere lesi dalla decisione del Tribunale di Genova: "Nella vicenda che colpisce oggi la Lega Nord sono in gioco - e a mio avviso sono gravemente colpiti - due principi costituzionali. Il primo è che la responsabilità penale è personale. Il secondo è il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di terzo grado. So bene - continua Capezzone - che alcune leggi italiane consentono misure di questo tipo, e che altre volte sono purtroppo già state applicate in Italia, anche con il plauso poco lungimirante di numerose forze parlamentari. Ma ciò non toglie che quelle norme restino illiberali, e che la loro applicazione sia spesso discrezionale. Non è in gioco la sorte di un soggetto politico, ma il rispetto di punti fermi di civiltà giuridica che dovrebbero stare a cuore a chiunque ami libertà e democrazia", conclude Capezzone.

Una difesa nei confronti dell'operato della magistratutra arriva dal presidente del Senato Pietro Grasso che tiene a sottolineare che la questione non è di pertinenza politica: "La vicenda dei 48 milioni di euro al cui pagamento è stata condannata la Lega Nord è un problema che trascende la politica. Si tratta di eseguire sentenze della magistratura, se le sentenze della magistratura sono un attacco lo lascio giudicare ai cittadini".

La deputata FI Michaela Biancofiore esprime la sua "solidarietà umana e politica ai colleghi e alleati della Lega Nord, ai quali ci unisce un lungo cammino comune fin dal 1994. La finalità politica, con il preventivo sequestro di soldi e beni mai accaduto in precedenza alla Lega Nord che non ha ancora raggiunto il previsto terzo grado di giudizio, è chiara e vuole colpire l'intero centrodestra che è maggioritario nel Paese e si accinge a vincere le elezioni politiche nazionali".

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place