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Il premier Conte in Aula prima del voto finale
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L'Aula della Camera ha definitivamente approvato con 553 Sì e 14 No (2 gli astenuti) il disegno di legge costituzionale che taglia di 345 seggi il numero dei parlamentari. La riforma appena votata riduce il numero dei senatori da 315 a 200 (con non più di cinque nominati a vita) e quello dei deputati da 630 a 400. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha seguito le ultime fasi dell'esame del provvedimento dell'Assemblea sedendo al banco del Governo. Per la quarta e ultima lettura parlamentare della riforma costituzionale era necessaria la maggioranza assoluta, largamente superata.

Hanno votato a favore
oltre alle forze della maggioranza anche quelle di opposizione (Fi, Lega, e Fdi) e alcune componenti del gruppo Misto. No da '+Europa', altre componenti del Misto o deputati in dissenso con i rispetti gruppi. Roberto Giachetti (Iv) confermando la posizione favorevole del suo gruppo ha tuttavia annunciato la richiesta del referendum per l'abolizione della riforma e la conseguente istituzione di un Comitato per il 'No'.

Entro i tre mesi dall'approvazione del disegno di legge
un quinto dei componenti di uno dei rami del Parlamento, cinque Consigli regionali o 500 mila elettori possono infatti sollecitare la celebrazione di un referendum confermativo il cui quesito deve essere vagliato dalla Cassazione. La riduzione dei seggi risulterà effettiva al primo scioglimento del Parlamento, ma non prima di 60 giorni dall'entrata in vigore della riforma. E' confermata la base regionale per l'elezione dei senatori.

"Risparmieremo 100 milioni l'anno:
è logica eliminarli perché ne abbiamo tanti rispetto agli altri Paesi. Abbiamo mantenuto la promessa con 345 parlamentari in meno, ed era tempo che non si mantenevano le promesse" a detto il ministro degli Esteri e capo politico del M5S, Luigi Di Maio. "A differenza del Pd e dei 5 stelle la Lega non tradisce e mantiene la parola", ha replicato Matteo Salvini commentando l'approvazione, anche con il voto della Lega, della riforma che introduce il taglio dei parlamentari.

"Il nostro sistema va riformato, su questo non c'è dubbio. Pensiamo che il taglio dei parlamentari sia la risposta? E' evidente che non lo è. Lo sappiamo tutti che la risposta sarebbe il superamento del bicameralismo". Lo ha detto Roberto Giachetti (Italia viva) in aula alla Camera annunciando il voto favorevole al ddl Fraccaro. Un voto di "lealtà", ma "in ogni caso mi adopererò per lo svolgimento del referendum e sarò il primo a costituire un comitato per il 'no' alla riforma".

"Bene il taglio dei parlamentari, che come Cambiamo! abbiamo sostenuto in aula con il nostro voto favorevole. Ora però mandiamo in Parlamento solo persone preparate, che abbiano avuto almeno un'esperienza come amministratori". Così' il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta l'ok definitivo della Camera al taglio dei parlamentari. "Basta catapultare a Roma parlamentari impreparati che non riescono a leggere una delibera o che non sanno cosa sia un piano di bacino e ci fanno perdere intere giornate di lavoro" è l'invito lanciato dal leader di Cambiamo!