CRONACA

Fu avvocato, sindaco e deputato socialista

Sanremo, il sindaco Biancheri alla commemorazione del 'massone' Orazio Raimondo

domenica 12 gennaio 2020
Sanremo, il sindaco Biancheri alla commemorazione del 'massone' Orazio Raimondo

SANREMO - Alla presenza del sindaco Alberto Biancheri, la loggia massonica del Grande Oriente 'Giuseppe Mazzini' di Sanremo ha commemorato, con due toccanti celebrazioni, Orazio Ramondo (avvocato, sindaco, deputato al Parlamento, socialista, massone) in occasione del 100° anniversario dalla morte. Prima con la deposizione di una corona sulla tomba al Cimitero monumentale della Foce e poi con la deposizione di una corona e la scopertura della targa commemorativa al monumento a lui dedicato in Corso Trento e Trieste, Orazio Raimondo è stato ricordato, alla presenza del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, e dell'assessore ai lavori pubblici Massimo Donzella.

"Uno dei sogni di Orazio Raimondo era la ferrovia che attraverso la valle Argentina unisse Sanremo al Piemonte, è incredibile come a distanza di così tanto tempo siamo ancora qui a parlare di collegamenti con le altre regioni, per cercare di dare uno sviluppo a questo territorio", ha affermato il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, nel suo discorso. "Ringrazio l'amministrazione comunale per la presenza nella commemorazione di questo straordinario figlio di Sanremo, che insieme si suoi fratelli del tempo, Bistolfi, Pesante, Mombello, Rubino, Mario Calvino, contribuì a porre le basi della nostra città", ha sottolineato Carlo Ragni, maestro venerabile della loggia che ha organizzato l'evento.

Orazio Raimondo, nato a Sanremo nel 1875 e morto nel 1920, fu un enfant prodige. Si laureò precocemente e già a 20 anni si dedicò alla professione di avvocato. A 31 anni divenne Sindaco di Sanremo e a 38 venne eletto deputato del Regno. Nel 1914 lasciò il Partito Socialista in seguito alla decisione di considerare incompatibii l'adesione al partito con l'iscrizione alla massoneria. Anni prima fu iniziato nella Loggia Giuseppe Mazzini, di cui divenne Maestro Venerabile nel 1905. Avvocato penalista, insuperabile nell'arte oratoria, difese la Contessa Tiepolo in un processo che ebbe risonanza nazionale. In Parlamento divenne famoso per il memorabile intervento in risposta al discorso della Corona, tanto che lo stesso presidente del Consiglio Giolitti, al quale era rivolta la replica, espresse il desiderio di conoscerlo personalmente. Amministratore capace, uomo politico raffinato, seppe contrastare la deriva dell'ideologia mussoliniana ancora in seno al Partito Socialista.

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