MOTORI

Le norme pubblicate da Acisport non soddisfano gli organizzatori: regole difficili da applicare

Rally, il protocollo di sicurezza post Covid (che piace poco)

di Stefano Bertuccioli

giovedý 11 giugno 2020
Rally, il protocollo di sicurezza post Covid (che piace poco)

I motori torneranno ad accendersi nel weekend del 4-5 luglio con il Rally del Casentino, che di fatto sancirà un secondo inizio di questa bizzarra stagione 2020. Aci Sport ha da poco pubblicato il protocollo generale per il contrasto ed il contenimento della diffusione del Covid-19 nel motorsport, un documento di ventuno pagine in cui sono riportate tutte le norme che andranno applicate durante le manifestazioni.

In linea di massima le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane sono confermate e le nuove regole sconvolgeranno non poco le abitudini di partecipanti, addetti ai lavori e pubblico.

Il protocollo, atteso da tutte le parti in gioco, ha però in parte deluso le aspettative di chi si auspicava (organizzatori in primis) norme un poco più permissive, vista anche l’evoluzione positiva che si sta vivendo a livello nazionale. L’impressione è che il documento federale sia rimasto indietro di qualche settimana, in un periodo in cui anche in sole 48 ore lo scenario può variare di molto. Un piccolo esempio è quello sull’obbligo di uso dei guanti da parte di molte figure coinvolte nelle manifestazioni, nonostante l’OMS abbia da poco ribadito l’inutilità di questo tipo di protezione nella vita quotidiana e ne abbia sottolineato la pericolosità per l’inquinamento ambientale.

Confermate le operazioni di iscrizione e verifiche sportive integralmente online, con le verifiche tecniche che saranno effettuate nei parchi assistenza ed i tecnici che si sposteranno nelle singole postazioni dei team per visionare le auto. Ogni gara dovrà avere un Covid Manager, figura scelta dall’organizzazione per vigilare sull’applicazione ed il rispetto delle norme e tutte le persone coinvolte dovranno essere identificate ed accreditate. Dovranno essere predisposte delle aree triage per il controllo sanitario agli ingressi di ogni cosiddetta area protetta, come ad esempio il parco assistenza. Il protocollo contiene una serie infinita di regole che, realisticamente, sembrano molto difficili da mettere in pratica e che, con molta probabilità, faranno gettare la spugna a numerosi organizzatori, salvo ripensamenti e correzioni da parte della federazione.

Un lavoro immane per gli organizzatori, che vedranno aumentare notevolmente i costi, a fronte di un sicuro calo degli iscritti. Va ricordato che il motorsport è costituito in gran parte da amatori, che fanno enormi sacrifici economici per trascorrere un weekend di divertimento e spensieratezza. Cosa che pare impossibile in un clima cupo, contraddistinto da regole ferree e, in gran parte, troppo terrorismo psicologico. Chi se la sentirebbe di correre in queste condizioni? Probabilmente pochi e tutto si tradurrebbe in un drammatico calo delle entrate pere gli organizzatori, che già si trovano a fronteggiare una fuga di sponsor dovuta ad una crisi economica senza precedenti generata da due mesi di lockdown del paese. La speranza è che ci possa essere una parziale retromarcia o quantomeno una correzione sul documento appena pubblicato, ma il tempo stringe ed il 4 luglio è sempre più vicino.

SCARICA QUI IL TESTO INTEGRALE DEL PROTOCOLLO ACI SPORT

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place