SALUTE E MEDICINA

Sulle varianti appello a vigilare senza fare terrorismo

Prof. Bassetti: "I sanitari che non si vaccinano sono fuori dal mondo, devono essere allontanati dal lavoro"

di Tiziana Oberti

venerdý 19 febbraio 2021



GENOVA - Vigilanza ma non terrorismo sulle varianti, la bontà del vaccino Astrazeneca, le aspettative su quello russo ma anche l'affondo sui sanitari che non si vogliono vaccinare e devo essere allontanati e infine la delusione per il mancato campio di basso del nuovo governo Draghi sulla pandemia e in particolare i vaccini.

Il professor Matteo Bassetti ordinario di malattie infettive all'Università di Genova e direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova durante la rubrica di primocanale 'Il medico risponde' è un fiume in piena.

Sulle varianti nessun dubbio. "Necessario vigilare ma non bisogna terrorizzare le persone - spiega - i virus crescono, cambiano è insita nella loro natura non ci dobbiamo stupire perchè ne troveremo altre, un argomento tecnico-scientifico è diventato di dominio pubblico e così s ene parla anche in modo non adeguato. Noi oggi abbiamo in particolare tre grandi varianti quella inglese, sudafrica e brasiliana e tra loro hanno delle differenze: quella inglese è più contagiosa cioè più facilmente io contagio un'altra persona e quindi dovrebbe essere responsabile del fatto che ci saranno più infezioni però non è più aggressiva, non è più virulenta cioè se io mi prendo la variante inglese non è che io muoio di più o vado di più in terapia intensiva o faccio di più la polmonite rispetto a chi fa un altro tipo di infezione e soprattutto il vaccino che noi oggi stiamo facendo copre la variante inglese.

Non possiamo dire la stessa cosa della variante sudafricana e brasiliana sulla quale bisogna vigilare e che hanno la caratteristica anche di poter ritornare cioè io faccio la prima infezione e poi nonostante sviluppo gli anticorpi mi posso infettare anche nel breve e la reinfezione, soprattutto per quella brasiliana, ma anche per quella sulla sudafricana, può essere nuovamente aggressiva è evidente che questo potrebbe mettere in difficoltà i vaccini ma non ci sono dati certi, potrebbero funzionare meno. Attenzione però perché anche su questo bisogna dare un messaggio positivo che è quello che le aziende che producono i vaccini ci hanno già detto che sono in grado di produrre nuove dosi, cioè fondamentalmente la dose di richiamo la cosiddetta terza dose, che copre anche per queste varianti quindi bisogna parlare di varianti, sicuramente spiegare, ma non terrorizzare sennò torniamo all'errore che è stato fatto a settembre, ottobre: noi dobbiamo dire di stare attenti, di continuate a mantenere le misure che abbiamo imparato ma non viviamo nel terrore pensando che con la nuova variante moriremo tutti".

Quando si parla di varienti fondamentale il sequenziamento. "Credo che su questo avremmo dovuto investire di più come Pese - prosegue Bassetti - bisognava lavorare prima perché oggi, su questo come su altre cose, arriviamo un po' tardi nel senso che queste varianti non è che hanno iniziato a circolare 15 giorni fa quando è stato fatto il primo studio dell'istituto superiore sanità ma probabilmente circolavano già 3-4 mesi fa quindi fondamentale investire nei laboratori per renderli indipendenti nella tipizzazione del virus tutti i giorni non una tantum, il modo migliore per combattere le varianti è la vaccinazione e bisogna accellerare".

Sul vaccino russo in attesa dell'autorizzazione nessun dubbio. "Ovviamente dobbiamo aspettare che l'Ema si esprima perché è evidente che essendo noi un paese europeo siamo soggetti alla giurisdizione dell'ente regolatore europeo quindi se l'Ema lo appproverà credo che bisognerà fare ogni sforzo per poter avere il vaccino Sputnik e anche di produrre nel nostro paese e quindi potrebbe aiutare in qualche modo.

Sulla bontà del vaccino AstraZeneca Bassetti ha sgomberato il campo: "Abbiamo fatto nuovamente un autogol come Italia - sottolinea - perché l'abbiamo approvato come Aifa fino a 55 anni, fino a 15 giorni fa si è detto si usa solo fino a 55 anni, ora si dice fino a 65 anni, si è fatta confusione e in Italia è passato il messaggio che sia un vaccino si serie B e non è vero è un ottimo vaccino".

Il professor Bassetti è stato poi molto duro nei confronti dei sanitari che decidono di non vaccinarsi. "Secondo me chi lavora in sanità oggi e decide di non vaccinarsi dovrebbe fare la scelta di non lavorare in sanità - spiega - su questo purtroppo c'è un vuoto normativo importante da parte credo ministeriale o comunque del governo: non dimentichiamo che sono stati fatti Dpcm praticamente per sancire ogni cosa, tra un po' anche quanti caffè possiamo prendere al giorno, avrebbero potuto fare un Dpcm in cui si stabiliva l'obbligo vaccinale per chi è personale sanitario. Sicuramente chi oggi non è vaccinato, non è idoneo al servizio e quindi in qualche modo credo che ci si possa arrivare attraverso la medicina del lavoro, poi per quanto riguarda le sanzioni o per quanto riguarda la parte dell'Inail lo dovrà decidere evidentemente la giurisprudenza e il datore di lavoro, io credo che oggi non vaccinarsi con tutto quello che è capitato nel nostro paese nell'ultimo anno vuol dire essere lontani da quello che facciamo che un infermiere o un medico o un operatore sanitario o anche un addetto alle pulizie, un milite con quello che abbiamo passato e con quello che abbiamo visto in questo anno non si vaccini credo che sia talmente anacronistico e fuori dal mondo che diventa francamente incomprensibile e sarebbe giusto che queste persone fossero allontanate dal lavoro".

Ultima stoccata per il nuovo governo. "Al momento tante parole e pochi fatti - conclude - speriamo che alle parole che sono state anche molto importanti e condivisibile del presidente Draghi ci siano anche i fatti perché ad oggi la situazione mi sembra la stessa pre-crisi nel senso che le persone sono le stesse, i problemi sono gli stessi, da medico sul campo dico una cosa: alcune cose non hanno funzionato e quindi ci vuole un cambio di passo soprattutto sui vaccini ma anche su tanti altri problemi in ambito sanitario, speriamo che le prossime settimane oltre che le parole vedano anche qualche fatto".



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