CRONACA

Il caso di Martina Rossi, la studentessa genovese morta a Palma di Maiorca

Morì per sfuggire a uno stupro, l'Appello dice che non fu così. Il padre: "E' assurdo"

mercoledì 10 giugno 2020
Morì per sfuggire a uno stupro, l'Appello dice che non fu così. Il padre:

GENOVA -  "E' una cosa assurda, incredibile. Continuerò la battaglia, andiamo in Cassazione, certo bisognerà fare in fretta" Bruno Rossi, papà di Martina Rossi è incredulo dopo la sentenza della Corte d'Apello di Firenze che ha assolto 'perché il fatto non sussiste' Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, i due giovani condannati in primo grado per la morte della studentessa genovese avvenuta il 3 agosto del 2011 dopo la caduta da un balcone al sesto piano della camera 609 dell'Hotel Santa Ana di Palma de Majorca nel primo giorno delle sue vacanze. Intervistato dal Fatto Quotidiano il papà della ragazza mostra tutta la sua delusione ma annuncia che la battaglia per avere giustizia andrà comunque avanti.

Secondo l’accusa Martina stava fuggendo da un tentativo di stupro da parte dei due ragazzi. Il 14 dicembre 2018, i due giovani erano stati condannati dal Tribunale di Arezzo a 6 anni in primo grado. Martedì è arrivata la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che ha cancellato tutto: non c'è un colpevole al momento per la morte della ragazza che aveva appena vent'anni.

Una vicenda processuale lunga. Il procuratore generale, Luciana Singlitico, nell'udienza dello scorso 17 febbraio aveva chiesto una condanna a una pena di 3 anni di reclusione, proponendo di confermare la sentenza già pronunciata dal Tribunale di Arezzo. I legali dei due giovani imputati avevano invece chiesto l'assoluzione e la riapertura dell'istruttoria. Il processo ha subito lo stop a causa dell'emergenza coronavirus.

Poi la sentenza d'Appello del Tribunale di Firenze che assolve i due imputati e ora una morte che non vede un motivo.  "Vuol dire che è volata giù da sola" ha commentato ancora il padre della ragazza.  Ma la vicenda giudiziaria è destinata ad andare avanti. Già annunciata da parte dei familiari della ragazza che studiava Archittetura a Milano l'intenzione di andare in Cassazione.    


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