SPORT

L'appello di Vincenzo Manco, presidente UISP, per affrontare l'emergenza Coronavirus

La lettera aperta del presidente UISP Vincenzo Manco: "Sport, Ŕ tempo di interventi concreti"

martedý 10 marzo 2020
La lettera aperta del presidente UISP Vincenzo Manco:

Sport, è tempo di interventi concreti!

Sono giorni difficili, per tutte e tutti. Ed è immaginabile che saranno mesi molto complicati. All'emergenza

da coronavirus che stiamo vivendo ognuno di noi può reagire in modi diversi. Con comportamenti

responsabili, con razionalità ed è forse l’unico modo per comprendere meglio quali scelte assumere come

singoli cittadini e come organizzazioni di cittadinanza attiva. Oppure in modo scomposto, provando a

lucrare sulle legittime preoccupazioni e le paure che stanno vivendo le persone, le famiglie, i lavoratori, le

imprese, le istituzioni, il terzo settore, il mondo dello sport, nessuno escluso.

Già in pochi giorni il rischio del contagio ha ribaltato il paradigma sul quale fondavamo la nostra vita

quotidiana, la corsa al consumo, di merci, di tempo, di relazioni umane e familiari. L’idea che ognuno può

farcela da sé, la spinta all'individualismo sfrenato, ai compartimenti stagni che parcellizzano la società e

dividono i diversi insediamenti sociali sono messi fortemente in discussione da un necessario richiamo alla

comunità, alla cura e al rispetto degli altri. Scopriamo che c’è un bene superiore, che sta sopra ognuno di

noi e che va riconosciuto da tutti, non sempre lo facciamo, anzi.

Allora che fare? Quale indirizzo può intraprendere un’associazione come la nostra che ha formulato lo

sport per tutte e tutti, l’attività motoria, come lievito per la coesione sociale, la promozione e la

prevenzione della salute? La risposta credo sia semplice: farsi carico! Assumersi quella parte di

responsabilità sociale che ci è propria. Svolgendo al meglio il nostro dovere di rappresentanza, verso i

nostri soci le nostre Associazioni e Società sportive, le cittadine e i cittadini, le persone. Scegliendo e

sapendo che in questi momenti è complicato farlo.

Per essere chiari, non stando in silenzio come il sistema sportivo italiano ha fatto fino a ieri. Non

speculando come alcuni Enti di Promozione stanno facendo in queste ore, millantando i soliti numeri

gonfiati dei propri tesserati e promettendo la luna attraverso raccolta firme, petizioni e quant’altro.

Immaginando poi di acquisire consenso e vantaggi una volta tornata la normalità della vita quotidiana. Noi

no, scegliamo di confrontarci nel merito delle cose. Oggi più che mai guardiamo con particolare attenzione

agli istruttori, agli insegnanti, agli educatori, alle varie figure che da sempre abbiamo difeso,

denunciandone la precarietà e rivendicando interventi che potessero garantire loro le tutele necessarie.

Osserviamo che stanno emergendo le disuguaglianze storiche che hanno caratterizzato da sempre lo

sport nel nostro paese. La debolezza strutturale dell’associazionismo sportivo di base, il precariato degli

operatori e delle operatrici che faticano in quanto tali ad essere destinatari di provvedimenti a sostegno

da parte del governo e delle regioni, il mancato riconoscimento per legge del valore sociale, il rapporto

con il credito, la semplificazione amministrativa mai arrivata, il rapporto tra impiantistica e codice degli

appalti.

Dall'inizio della crisi sanitaria, abbiamo offerto il nostro contributo ad interrogazioni parlamentari,

attraverso il Forum Terzo settore che è in contatto con la commissione bilancio del senato, abbiamo

consegnato una prima stima dell’impatto economico che già in queste poche settimane si è riversato sullo

sport sociale e sulle nostre associazioni e società sportive. Abbiamo sollecitato anche il sindacato affinché

il tema dei nostri operatori sportivi sia assolutamente centrale in questa fase poiché spesso legato alla

sussistenza familiare.

Anche l’Istituto del Credito Sportivo deve fare la sua parte, Sport e Salute Spa metta a disposizione le

proprie risorse già previste per la promozione dello sport per tutti. Stiamo interessando le stesse

fondazioni bancarie che nelle proprie erogazioni tradizionali, sino ad oggi, non hanno mai previsto in

modo diretto lo sport.

Al Governo e al Parlamento stiamo esattamente chiedendo tutto questo, mettendo in campo tutte le più

ampie interlocuzioni possibili. Il Ministro Spadafora metta l’attenzione necessaria a tali temi, proprio nella

fase di estensione dei decreti attuativi della legge delega sul riordino del sistema sportivo. Vista la

sospensione delle attività, approfitti per impegnarsi ancora di più. Ascolti il nostro mondo come egli

stesso ha promesso di fare.

La responsabilità la avvertiamo facendo costantemente la nostra parte, con la concretezza che ci ha

sempre contraddistinto, avendo al centro della nostra azione i nostri soci. La politica, le istituzioni, anche

in questi momenti difficili possono dare risposte significative allo sport sociale. Lo facciano poiché stiamo

parlando di una parte consistente del paese che agisce quotidianamente per la coesione delle nostre

comunità. Se non ora, quando?

Ai nostri soci, alle nostre Associazioni e Società sportive, ai Comitati Territoriali e Regionali, ai Settori di

Attività, a tutti coloro che a vario titolo compongono il vasto mondo della UISP, un sentito e accorato

grazie. Per la passione e il coraggio che ci state mettendo. Forza, insieme ce la faremo!



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