CRONACA

Nubi sul futuro della siderurgia in Italia, a Genova blocco dei varchi

I venti giorni di ArcelorMittal tra licenziamenti, scioperi e scontro tra sindacati

luned́ 09 novembre 2020
I venti giorni di ArcelorMittal tra licenziamenti, scioperi e scontro tra sindacati

GENOVA - Sale la tensione nello stabilimento ArcelorMIttal di Genova Cornigliano. Dopo l'assemblea di questo lunedì mattina convocata per discutere del licenziamento di tre lavoratori e della situazione in cui si trova lo stabilimento la Fiom Cgil ha deciso uno sciopero giornaliero di due ore, dalle ore 8 alle ore 10, fino a venerdì 13 novembre. Martedì si fermano i raparti Ima e manutenzioni, mercoledì i reparti ciclo latta, finiture e i laboratori, mentre venerdì tocca a impiegati e autisti dei pullman. Una decisione non condivisa con Fim Cisl e Uilm.

Una protesta andata avanti con il blocco dei varchi, blocco dei varchi di accesso che andrà avanti ad oltranza nei prossimi giorni. A far scattare la scintilla è stata la decisione dei vertici del gruppo ArcelorMittal di licenziare tre dipendenti accusati di aver sottratto del materiale e di aver commentato su un gruppo privato di whatsapp queste operazioni offendendo il direttore.

La mobilitazione va avanti e intanto i giorni per capire quale sarà il futuro del gruppo iniziano a scadere, ora sono appena venti. Il 30 novembre 2020, infatti, è la data entro cui ArcelorMittal può recedere dal contratto di affitto pagando una penale di circa 500 milioni di euro. Il governo, distratto dalle vicende Covid, ancora non ha una definito strada chiara da perseguire. Se Mittal dovesse recedere a quel punto il futuro di circa 20mila lavoratori tornerebbe in bilico, oltre mille a Genova Conigliano.

L'alternativa proposta da Roma è l'ingresso dello Stato nell’ex Ilva attraverso Invitalia. Una partecipazione che si concretizzerebbe con una partecipazione variabile tra il 40% ed il 45% ma con una governance paritetica con ArcelorMittal. E' questa la carta che Roma si gioca per trattenere il gruppo franco-indiano in Italia.

I sindacati restano suo piede di guerra e aspettano chiarimenti che al momento non ci sono stati. "Il licenziamento di tre lavoratori nello stabilimento siderurgico di Genova Cornigliano sembra l'occasione per l'azienda di confermare tutto il peggio ci si potesse aspettare da ArcelorMittal" afferma in una nota il segretario generale Cgil Genova Igor Magni.

A preoccupare è il silenzio che aleggia attorno al futuro del gruppo siderurgico italiano. "I delegati sindacali di ArcelorMittal, a causa dell'azzeramento della manutenzione agli impianti, hanno denunciato in più occasioni un aumento dei rischi per salute e sicurezza dei lavoratori; l'allarme è molto forte tra i lavoratori perché questo disimpegno dell'azienda fa mal pensare circa il suo stesso futuro a Cornigliano, visto anche lo stato di continua incertezza per la situazione del Gruppo in Italia. Quanto sta accadendo a Genova sembra il tentativo - sottolinea - di intimorire il sindacato ed i lavoratori che hanno denunciato agli organismi preposti e agli organi di stampa lo stato di abbandono nel quale versa il sito". L'appello è diretto a Roma, far sentire la propria voce ai veertici di Mittal.

Anche dalla Fim Cisl arriva solidarietà ai lavoratori licenciati ma sulla mobilitazione e il blocco dei varchi di ingresso non c'è accordo con la Fiom Cgil in quanto tale atto "rischiano di compromettere l’accordo sindacale che già ci è costato molte ore di sciopero e che ha permesso una gestione a rotazione di quasi la totalità dei dipendenti e che non produrrà nessun reintegro in quanto ormai in fase giudiziale. La siderurgia è strategica per il nostro Paese, c’è bisogno di un tavolo di coordinamento per l'intero settore, ma ancor di più risolvere tutti i nodi in sospeso della vertenza ex Ilva così come era stato fatto con l'accordo del 06 settembre 2018"  

Sulla stessa linea della Cisl, la Uilm in disaccordo con la mobilitazione indetta dalla Fiom Cgil come spiega Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova: "Prendo atto che nell'assemblea retribuita tenutasi nello stabilimento Mittal di Genova non è stato possibile raggiungere un'intesa unitaria per l'atteggiamento assunto dalla Fiom che ha portato la stessa ad indire un presidio ad oltranza dei varchi con un'ora di sciopero a partire da oggi, nei fatti bloccando il processo produttivo. Come al solito qualcuno ha tentato di fare un' operazione mediatica mettendo assieme la vicenda dei 3 licenziamenti con quella industriale della siderurgia". Andrea Popolano



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