CRONACA

A un mese dalla tragedia

Gianluca 4 ore a testa in gių dal Ponte Morandi: "Voglio che trovino i colpevoli e che la paghino"

di Tiziana Oberti

giovedė 13 settembre 2018



GENOVA - "Mio figlio Pietro che sta per nascere sarà la mia distrazione, il mio aiuto". A parlare dal letto del reparto di ortopedia del Policlinico San Martino di Genova è Gianluca Ardini, 29 anni sopravvissuto al crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto.

"In quei momenti ti viene una forza di sopravvivenza che non pensi di avere - ricorda Gianluca - una forza dentro che ti aiuta a resistere". E lui ha resistito a un volo di 40 metri, 4 ore a testa in giù all'interno di un ammasso di lamiere che una volta era il suo furgone e che si è incastrato tra due piloni di cemento.

"Di quei momenti che sono interminabili ricordo la paura e il tanto dolore fisico - racconta Gianluca - il vigile del fuoco che mi ha salvato, il mio angelo custode che spero presto di incontrare e poi la voglia di vedere nascere mio figlio".

"Il nome Pietro piaceva ad entrambi e l'abbiamo scelto con Giulia già da qualche mese e sarà la mia distrazione, il mio aiuto per superare questa cosa che è successa".

Gianluca ha il bacino rotto ed è stato operato per una frattura scomposta alla spalla sorride e dice "dai sto bene, sono in ripresa". Nelle prossime ore sarà trasferito in riabilitazione "sarà un po' lunga ma poi potrò tornare a casa".

"Io per lavoro ho fatto quel ponte centinaia di volte e non ho mai pensato potesse crollare, anzi così grande mi dava sicurezza - racconta - ma nel 2018 non si può dover avere paura di percorrere un'autostrada, spero trovino i colpevoli e che paghino".

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