CRONACA

Il procuratore Cozzi: "Con il Senegal non esiste una convenzione per rimpatriarli"

Genova, presi i pusher senegalesi: pericolosi ma impossibili da espellere

di Michele Varì

giovedì 11 febbraio 2021



GENOVA - Gestivano il mercato dello spaccio di eroina, cocaina e crack nei vicoli del centro storico di Prè. Un'attività che non si è fermata neppure per il Covid.

Quattordici spacciatori senegalesi sono stati smascherati grazie all'operazione "Crack&Co 2019" dei poliziotti della squadra mobile.

Gli ordini di custodia cautelari eseguiti all'alba e sono stati seguiti da un maxi controllo nel centro storico, con tanto di elicottero della polizia a sorvolare il centro di Genova.

Nonostante alcuni arrestati siano recidivi e già condannati per spaccio non potranno essere espulsi per l'assenza di accordi con il Senegal.

Come ha rimarcato il procuratore di Genova Francesco Cozzi:"Senza convenzioni con i Paesi di appartenenza non possiamo espellere gli stranieri più pericolosi. Oggi non c'è una convenzione con il Senegal mentre, ad esempio, esiste un accordo con la Nigeria". Polizia e magistratura ci sono, ma occorre un passaggio in più. Se è compito della politica? Io non mi occupo di politica" ha concluso Cozzi ad una domanda di un cronista.

I particolari dell'indagine sono stati svelati dal dirigente della squadra mobile di Genova Stefano Signoretti: "Era una rete organizzata che si occupava di tutti i passaggi. C'era il 'cuoco' che preparava il crack, un 'tassista' che accompagnava i pusher per le consegne a domicilio, le 'vedette' e le donne che si occupavano di nascondere lo stupefacente e di riscuotere i crediti. Il 'cuoco' aveva anche un'altra attività parallela: procurava documenti falsi a persone su cui pendevano misure e li accompagnava con la fidanzata italiana in Francia. Indagini sono in corso per capire chi produceva i falsi documenti. Dal lavoro investigativo è emerso un giro di affari tra i 60 e i 90 mila euro al mese".

I pusher nascondevano la droga in bocca per poterla ingoiare in caso di controllo.

C'erano anche i nomi in codice, le vedette infatti chiamavano i poliziotti "i nudi" se in borghese e i "blu" se in divisa.

L'operazione è nata nel maggio 2019 dal fermo di uno spacciatore italiano e oltre ai 25 pusher fermati con le ordinanze ha permesso di arrestare anche dieci pusher smascherati in flagranza.

Il questore di Genova Vincenzo Ciarambino ha rimarcato come "la polizia è vicina ai cittadini e i loro esposti non cadono nel vuoto".



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