PORTI E LOGISTICA

Secondo il commendatore si creerebbe un monopolio

Fusione Psa-Sech, Spinelli: “La legge non si può aggirare, la prenderebbero in quel posto lo Stato e 3000 lavoratori”

di Elisabetta Biancalani

giovedì 13 febbraio 2020



GENOVA - E’ un lungo sfogo quello di Aldo Spinelli nel dibattito sollevato da Primocanale sulla possibile fusione tra i terminal Sech e Psa nel porto di Genova. Il terminalista genovese si schiera contro l’operazione è plaude l’iniziativa dell’editore di Primocanale che ha aperto il dibattito su questo caso. “Credo che Maurizio Rossi stia sostenendo una causa giusta - dice - a noi, quando abbiamo comprato il terminal Rinfuse, hanno detto che potevamo fare solo il 2 per cento di contenitori nel terminal multipurpose proprio perché la rilevanza era dei contenitori”.

La legge sui porti infatti vieta che ci sia un solo soggetto che detenga due concessioni per lo stesso servizio. Sarebbe il caso della fusione Sech-Psa. Un caso analogo a quello citato da Spinelli, anche se in quel caso c’erano alcune particolarità: “Noi volevamo levare il carbone e tutti i materiali nocivi alla salute, per operare sia sui contenitori che sui traghetti ma a Roma ci è stato detto no”.

La legge deve essere uguale per tutti - aggiunge Spinelli tornando sul caso Psa-Sech - Io credo che questi signori si sentano onnipotenti e credono di potere aggirare la legge. Credo che la ministra e il presidente dell’Autoritá portuale non potranno mai seguire quella linea perché si beccherebbero una denuncia da parte di tutti. Diventerebbe un monopolio”. Il terminalista aggiunge: “Il porto di Sampierdarena, e cito i sindacati, oggi dá lavoro a tremila dipendenti, con questa situazione si verrebbe a creare mancanza di lavoro. Oggi abbiamo portuali che non portano a casa neanche 10-12 giornate al mese (a Sampierdarena)”.

“La questione - prosegue Spinelli - è che partiamo da investimenti pubblici sbagliati e che vanno a discapito di chi paga le tasse perché la fusione che vogliono fare va a discapito dello Stato italiano. Se fanno la fusione chi lo prende in quel posto non è solo lo Stato, ma i lavoratori del porto perché il lavoro non c’è per tutti. Con questa operazione si creerebbe uno scompenso che provocherebbe scioperi. Invece la prima cosa che dobbiamo garantire è la pace sociale, come abbiamo fatto in questi 15-20 anni. Con il monopolio che diminuirebbero i posti di lavoro.

La Fusione sarebbe una operazione di salvataggio del terminal Sech? “Al terminal Sech fu data una concessione di 25 anni - ricorda ancora Spinelli - in base a quella dovevano fate investimenti. Invece hanno gru che sono come le Topolino di 50 anni fa, si sono intascati 280 milioni, anziché pensare ai propri dipendenti. Avrebbero dovuto mettere cinque gru di nuova generazione e i clienti non sarebbero mai andati via. I dipendenti si salvaguardano con gli investimenti. “Noi quando siamo arrivati al Genoa terminal nel 2001 avevamo una gru marcia che abbiamo dato via per 10mila euro - ricorda - poi ho comprato 12 gru e vuol dire che oggi abbiamo gli armatori che sono soddisfatti del lavoro che noi facciamo, delle rese, come a Voltri che ha fatto grandissimi investimenti”.

“Ma non solo - continua Spinelli - quella fusione vorrebbe dire consegnare agli stranieri, a Singapore, il porto di Genova. Ci sarebbe un unico interlocutore commerciale: le navi non sono tutte da 3-4-5 mala contenitori ma ci sono anche quelle da 14mila. E allora uno dice: ‘mi prendo quelle da 14mila se tu mi porti anche il resto delle navi’. Che cosa è questo? Monopolio. Già ce l’hanno perché governano il porto di Venezia, quello di Livorno, andrebbero a governare anche Genova, non ci sarebbe più la concorrenza.

Ipotesi Terminal crociere al posto del terminal Sech? Sarebbe l’ideale perché abbiamo carenza di navi per Tunisi, gli spazi per Costa e Royal Caribbean. Tanti volumi che ha oggi il terminal Sech li potrebbe fare direttamente Voltri”.

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