MOTORI

Condizioni di lavoro difficili e problemi economici

Fine lockdown per i rally, i preparatori: "Noi i pių danneggiati"

di Stefano Bertuccioli

venerdė 26 giugno 2020
Fine lockdown per i rally, i preparatori:

La ripartenza agonistica dei rally in Italia è ormai dietro l’angolo, con il Rally del Casentino del 4/5 luglio in rampa di lancio e pronto ad accogliere un buon numero di iscritti nonostante un regolamento capace di scoraggiare anche i più determinati. Ma si sa, al cuore non si comanda e la voglia di tornare in prova speciale per molti vale la pena di qualche malumore o sacrificio.

Tra i partecipanti alla gara toscana di apertura della IRCup ci sarà Maurizio Rossi, a bordo della Pegueot 207 Super 2000 Primocanale Motori, curata dalla Pool Racing di Paolo Bellingeri; il preparatore piemontese ci ha esposto i suoi dubbi e le sue perplessità a pochi giorni da una ripartenza diversa da come tutti si aspettavano, con gare senza pubblico e regole troppo rigide rispetto a quelle applicate in altri settori. Dall’alto della sua esperienza quasi trentennale il patron della struttura alessandrina ha espresso così il suo parere:

Il test del Melogno è andato molto bene, ma ci siamo resi conto di quanto sia difficile lavorare con soli due meccanici per auto, a maggior ragione se distanziati. In gara bisogna sperare che vada tutto bene, perché due persone potrebbero non bastare in caso servisse un intervento rapido ed importante in assistenza”.

Il primo punto trattato da Bellingeri è chiaro, poi il discorso si allarga ed inevitabilmente va a toccare il lato economico: “ I costi per noi preparatori aumenteranno, anche se non potremo di certo alzare le tariffe per i piloti. Il nostro personale in albergo dovrà dormire in stanze separate ad esempio. Quello che più preoccupa però è la mancanza di richieste di noleggio, specialmente da tutti i nostri clienti che per ovvie ragioni hanno perso i contributi degli sponsor. Noi da dicembre non abbiamo entrate e c’è molta incertezza sul futuro da qui a fine stagione. Le richieste sono calate di oltre il 70%, speriamo di avere presto buone notizie e che qualcuno si metta una mano sulla coscienza per ammorbidire certe norme che onestamente mi sembrano esagerate, specialmente se pensiamo a tutto ciò che è stato praticamente liberalizzato a livello nazionale. Mi metto anche nei panni degli organizzatori, che sono ancora tutti incerti con questo clima; per loro è davvero difficile poter allestire una gara in queste condizioni e capisco chi dovesse gettare la spugna”.

Il clima resta quindi teso, nonostante la prima giornata di test abbia contribuito a far tornare un pochino di sereno in un cielo che, all’orizzonte, sembra sempre più nuvoloso.

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