ECONOMIA

A Genova stop ai primi lavoratori interinali

Ex Ilva, perquisizioni e sequestri nella sede Mittal di Taranto

martedì 19 novembre 2019
Ex Ilva, perquisizioni e sequestri nella sede Mittal di Taranto

TARANTO - La vicenda ex Ilva non smette di avere colpi di scena. Perquisizioni e sequestri sono avvenute negli uffici di Taranto di ArcelorMittal da parte della guardia di Finanza. L'intervento è stato disposto su delega della procura di Taranto nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo l'esposto presentato dai commissari dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria. 

Nella serata di lunedì è arrivata una buona notizia con Mittal che ha accolto l'invito del Tribunale di Milano e ha sospeso, per il momento, le procedure di spegnimento degli impianti di Taranto in attesa della prima udienza sul ricorso d'urgenza presentato dai commissari dell'ex Ilva, fissata per il 27 novembre. In attesa della sentenza del giudice di Milano, l'Altoforno 2 resta quindi acceso. E' un segnale importante. Per spegnere un altoforno c'è un cronoprogramma specifico da seguire, fatto di una serie di azioni e procedure operative una concatenata all'altra. Non si tratta di un interruttore che si sposta da on a off. Il futuro della siderurgia resta in bilico in Italia così come la posizione dei lavoratori. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

A GENOVA CORNIGLIANO - Sono tre giovani impiegati genovesi che lavorano nell'ufficio acquisti e logistica dello stabilimento Arcelor Mittal di Cornigliano i primi a pagare la decisione dell'azienda di recedere dal contratto di affitto degli stabilimenti Ilva. Lisa Salis e Silvia Peroni erano entrate in Mittal tramite l'agenzia interinale Adecco solo due mesi fa: "Eravamo certe del rinnovo - raccontano - ma improvvisamente è cambiato tutto: il nostro contratto scade domani e ci è stato detto che non sarà rinnovato". Claudio Scalise invece era stato assunto ad aprile: "Avevo già avuto il primo rinnovo - spiega - ed ero certo che ce ne sarebbero stati altri anche perché di lavoro ce n'è tanto e i nostri superiori erano molto contenti. Fra l'altro nel nostro ufficio siamo cinque e senza noi tre sarà praticamente svuotato". I tre incontreranno insieme ai sindacati il presidente della Regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci che giovedì andranno a Roma dal ministro Stefano Patuanelli per riportare le preoccupazioni di lavoratori e sindacati sul futuro dello stabilimento di Genova: "E' un altro segno della smobilitazione in atto - dice il coordinatore dell'rsu Armando Palombo - e la colpa è tutta di uno governo di apprendisti stregoni che ha messo Mittal nelle condizioni di andarsene". Per quanto riguarda Genova intanto la mobilitazione è al momento sospesa, quantomeno in attesa dell'udienza davanti tribunale di Milano sul ricorso d'urgenza presentato dai commissari che si terrà il 27 novembre. Poi si vedrà: "Il clima resta tesissimo - aggiunge Palombo - e siamo pronti a scendere in piazza non appena ci ritroveremo con un lavoratore in cassa in più perché non ci sarà più lavoro".

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