CRONACA

Lamentele da sabato per una patina che ricopre l'area della Foce

Ex Fiera, la polvere invade l'hub vaccinale. Il Comune rassicura: "Valori nella norma"

di Michele Varý

giovedý 03 giugno 2021



GENOVA - La demolizione del padiglione D della Fiera del mare per il progetto del Waterfront Levante ha gettato nella polvere il centro vaccinale più importante della Liguria ricavato nell'adiacente padiglione Jean Nouvel: da sabato all'esterno e all'interno dell'hub c'è una coltre di polvere. Una patina che ricopre l'area antistante l'ingresso del polo vaccini ma anche gli yacht e il gommone della marina, il diving.

I diportisti pur infuriati sembrano rassegnati perchè, come gli è stato assicurato, il disagio è destinato a durare poco.

Una rassicurazione che arriva anche dall'assessore comunale ai Lavori Pubblici Pietro Piciocchi, intervenuto in diretta su Primocanale. "Il tema è delicato e ringraziamo per l'opportunità di poter chiarire la questione. Vogliamo rassicurare i cittadini che abbiamo messo in campo tutti gli accorgimenti che la tecnologia ci consente per far fronte alla situazione e ai limiti minimi di sicurezza ambientale. Lavoriamo con grande sinergia con Arpal e Asl, che monitorano attentamente le polveri del cantiere. Ogni camion una volta che deve uscire dall'area viene accuratamente lavato. Negli scorsi cinque mesi di intervento, soltanto due volte sono stati rilevati dei valori superiori alla soglia e a quel punto è scattata da protocollo la sospensione immediata delle lavorazioni", spiega l'assessore. "In particolare negli ultimi giorni abbiamo avuto questa percezione di polveri a causa del vento, ma in realtà le nubi erano formate da acqua nebulizzata: ci sono diversi cannoni costantemente in attività per evitare che si alzino le polveri. Due volte al giorno trasmettiamo ad Arpal i valori del cantiere".

Si parla del resto di un'opera attesa da tempo dalla città di Genova e imponente. "Comprendiamo il malumore dei cittadini e ci scusiamo per il disagio - spiega ancora l'assessore -, in tempi molto brevi finiremo questa demolizione. In anticipo, entro la fine della settimana raderemo al suolo l'intero padiglione D, da lì la situazione tornerà ad un livello di maggiore accettabilità". Nel team ci sono alcune persone che già avevano affrontato una situazione analoga, ovvero la demolizione di Ponte Morandi e di alcuni edifici di via Porro, per rispettare gli stessi protocolli.

Piciocchi rassicura anche chi ha prenotato la somministrazione del vaccino nell'hub della Fiera. "La nostra priorità è la vaccinazione, ma le due situazioni possono convivere. I lavori non hanno causato particolari disagi ai vaccinandi. Quest'opera deve marciare rapidamente in quanto finanziata anche da fondi statali da spendere entro determinati tempi, oltre che essere fondamentale per il futuro della città a cui la nostra amministrazione si è dedicata".

Dopo questa settimana il grosso dei lavori di demolizione dovrebbe essere superato. Nei piani c'è poi "l'inizio dello scavo del canale, dove le polveri che si creeranno saranno meno invasive, ma il disagio sarà diverso poiché avremo un centinaio di camion al giorno impegnati per portare via i detriti ma stiamo facendo un piano attento con la mobilità per trovare la soluzione meno impattante possibile".

I dettagli delle misure per prevenire l'inquinamento sono spiegati da Walter Scicolone, capocantiere della Daf, la ditta titolare delle demolizioni: "Entro stasera (giovedì 3 giugno ndr) con la demolizione dell'ultimo pezzo della vecchia facoltà di ingegneria del padiglione D avviata sabato scorso la polvere gradualmente dovrebbe diminuire e attestarsi su livelli fisiologici".

Scicolone poi riassume i tanti accorgimenti adottati per abbattere la quantità di polveri: "In cantieri come questi non è facile non produrre polveri ma per cercare di evitare i disagi al centro vaccini abbiamo demolito le strutture sempre dopo le 18 quando il centro vaccini è chiuso. Sono poi in costante azione i cannoni che bagnano le macerie e applichiamo su tutte le possibili sorgenti di polveri una costante bagnatura, i controlli sulla qualità dell'area sono svolti dalla Asl e dall Arpal con centraline che monitorano tre punti all'interno e due all'esterno del cantiere, uno alla rotonda di piazzale Kennedy e una a villa Croce, sino ad ora ci sono stati solo leggerissime soglie di allarme ma sforamenti veri no, solo un valore più elevato di pm10, il particolato, sostanza che a mio avviso è prodotta dal traffico della Sopraelevata visto che quel giorno all'interno dei cantieri le attività erano assai ridotte"

"I tempi della demolizione della Fiera del mare sono da record - spiega Scicolone - è partita il 23 aprile con il padiglione C, 260 mila metri cubi, poi dopo la deferrizzazione stiamo portando via le macerie, destinate ad una discarica speciale di Alessandria, da sabato è poi partito l'abbattimento del padiglione D, quello che ha creato la polvere nell'area del centro vaccini, che sarà chiuso stasera con le ultime sei sezioni della struttura prima delle 23, in tutto 100mila metri cubi di materiale, poi le macerie saranno trasferite nella discarica di Alessandria".

Scicolone poi svela che prima dell'inizio dell'abbattimento del padiglione c'è stato una specie di pellegrinaggio da parte degli ex studenti di ingegneria, ora adulti attempati, che hanno fatto l'ultimo tour nella struttura per foto e video in quelle che erano le loro vecchie aule. Il capocantiere racconta che, proprio grazie alla vicinanza con il centro vaccinale, tutti i dieci operai che lavorano nell'area giorni si sono vaccinati accettando l'offerta last minute dei medici facendosi inoculare dosi di Moderna che rischiavano di rimanere inutilizzate per l'assenza delle persone che le avevano prenotate.

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