PORTI E LOGISTICA

I lavori trasmessi in diretta su Telecittą, Facebook, Youtube e sul sito ufficiale

Ecco le tre soluzioni per la nuova diga di Genova: aperto il 'debat public'

di Matteo Cantile

sabato 09 gennaio 2021
Ecco le tre soluzioni per la nuova diga di Genova: aperto il 'debat public'

GENOVA - Si è aperta questa mattina a palazzo San Giorgio la prima sessione del ‘dibattito pubblico’ sulla costruzione della nuova diga foranea di Genova: il confronto, aperto a tutti, si svolge in modalità virtuale, attraverso il sito dedicato (QUI) e trasmesso in diretta da Telecittà, canale 11 del telecomando. La sessione, così come le successive e tutti gli interventi della conferenza stampa di presentazione di ieri e le opinioni raccolte da Primocanale in questi ultimi giorni, è disponibile on demand sul nostro sito internet (QUI). E' possibile accedere allo streaming anche attraverso la pagina ufficiale del porto di Genova su Youtube (QUI) e sulla pagina Fecebook dedicata (QUI). 

I lavori si potranno rivedere anche in televisione: questa sera alle 21 su Telecittà (canale 11) e alle 23 su Primocanale (canale 10).

I lavori si sono aperti con la presentazione del protocollo da parte del coordinatore del dibattito, Andrea Pillon. I cittadini e gli stakeholder (cioè tutti coloro che sono direttamente interessati alla costruzione dell’infrastruttura) sono chiamati a esprimere la propria opinione su tre diverse ipotesi costruttive: oggi l’opera viene presentata nel suo insieme e per tre successivi venerdì (15, 22 e 29 gennaio dalle 17 alle 19) saranno affrontati i temi costruttivi, economici e ambientali della nuova diga. Parallelamente è stata fissata una serie di incontri della Commissione tecnica (costituita ad hoc) con operatori portuali, con i comitati dei cittadini, con le categorie economiche e i sindacati: gli incontri sono previsti l’11, il 12, il 19 e il 26 gennaio.

Entro la metà del mese di febbraio sarà presentata la relazione finale da parte dello stesso coordinatore e a distanza di un paio di settimane sarà redatto il piano definitivo da parte dell'Autorità di sistema portuale del mar Ligure Occidentale. 

Tutti i cittadini che intendono participare possono iscriversi ai dibattiti via zoom (accesso dal sito ufficiale del dibattito) oppure utilizzare il form dedicato (sempre sul sito web) o utilizzando la mail info@dpdigaforanea.it. 

Prende la parola il Sindaco di Genova Marco Bucci: "Genova è una porta del mediterraneo, già oggi da qui passa il 55% delle merci destinate all'Europa. Noi dobbiamo traguardare con quest'opera un futuro lontano, così come fece Raffaele De Ferrari spingendo e finanziando la diga attuale, costruita più di cento anni fa". 

Prende la parola Ugo Ballerini, sub commissario straordinario per la ricostruzione di Genova: "Il piano straordinario per Genova, gestito dal commissario Bucci, non è solo legato alla ricostruzione del ponte per Genova ma a un complessivo rilancio delle attività del porto della città, la diga foranea fa parte di questi importanti interventi. Il ruolo di Genova in Europa richiede una visione forte da parte nostra: la diga, da sola, non è sufficiente, noi dobbiamo superare una serie di criticità storiche, endemiche, legate alla carenza di spazi a ridosso dei moli e di fluidità dei traffici, risolvendo il conflitto tra il porto e il resto della città. Alcune delle opere fondamentali sono già avviate, ad esempio il Terzo Valico, altre in via di progettazione, come la Gronda.

L'approvazione del piano straordinario è stato, di per sé, un grande risultato: in tempi molto brevi sono stati presentati 38 progetti che serviranno proprio a risolvere le questioni più spinose attorno al porto e alla città. Il metodo di lavoro che abbiamo utilizzato per ricostruire il ponte San Giorgio in tempi così rapidi deve essere riproposto anche in questa fase, visto il risultato eccellente che quel metodo ha garantito. 

Noi vogliamo raggiungere un obbiettivo sfidante: entro l'anno 2021 vogliamo conlcudere l'impegno di pianificare investimenti per 1.4 miliardi di Euro, una dimensione che non si era mai vista in precedenza. E' un risultato possibile con capacità e metodo. La diga, in questo contesto, è la sfida più importante e strategica, da tutti i punti di vista. Dai tempi, però, non abbiamo voluto estromettere il dibattito pubblico poiché lo consideriamo un momento fondamentale di condivisione". 

Prende la parola Marco Sanguineri, segretario generale dell'Autorità di sistema portuale: "Dal primo momento di cui abbiamo parlato di diga abbiamo trovato qualche scetticismo, soprattutto in ragione dei costi e della complessità costruttiva. L'opera, però, è perfettamente in scala rispetto alle dimensioni del porto di Genova: non è qualcosa che diciamo noi ma che viene riconosciuta da tutti gli operatori e osservatori internazionali. Genova è il capolinea di grandi rotte marittime che arrivano da tutto il mondo, tutti i continenti sono coinvolti, dal far East all'America: il riconoscimento del valore che ha il porto di Genova a livello economico è rappresentato dal suo essere individuato 'porto core' del corridoio Reno - Alpi (in precedenza chiamato Genova-Rotterdam). 

A livello internazionale i grandi operatori investono solo nei porti che hanno possibilità di crescita, il nostro è uno di questi: noi dobbiamo impegnarci profondamente nel risolvere le questioni aperte, come l'accessibilità, la flessibilità, il potenzimento dell'offerta e delle infrastrutture. 

L'accessibilità, in particolare, deve essere adeguata in considerazione della crescita della dimensione delle navi: dobbiamo inoltre favorire il pieno sfruttamento delle nuove infrastrutture portuali, dobbiamo stimolare gli investimenti privati ed efficientare i servizi tecnico nautici. Sempre sul fronte dell'accessibilità stiamo lavorando al miglioramento dell'offerta ferroviaria attraverso il completamento del nodo ferroviario e dell'ultimo migllio portuale: questo consentirà al bacino di Sampierdarena di essere maggiormente competitivo e produrrà un alleggerimento del traffico su gomma. Il nuovo parco ferroviario di 'Fuori muro', inoltre, consentirà agli operatori di Sampierdarena di realizzare treni su standard europei, con lunghezza a 750 metri. 

Il programma straordinario rappresenta una buona occasione occupazionale: 29 mila addetti diretti stimati da un studio condotto da Prometeia, più altri 30 mila posti tra indiretti e indotti. 

Prende la parola Marco Vaccari, responsabile del porcedimento: "Il progetto è stato affidato un anno e mezzo fa, per identificare le soluzioni da proporre in questo dibattito abbiamo realizzato studi molto approfonditi. Sono state fatte valutazioni su moto ondoso, manovra, sondaggi geotecnici, analisi idromorofologiche con tanti parametri che abbiamo messo a confronto. Le tre soluzioni individuate le riteniamo tutte valide: per tutte abbiamo individuato costi e tempistiche.

Dopo il dibattito pubblico individueremo la soluzione migliore e avvieremo la progettazione dell'opera: avvieremo dunque nel modo più rapido possibile la gara per aggiudicare la costruzione". 

Prende la parola Antonio Lizzadro, project manager Technital: "La nostra azienda è la capogruppo di otto aziende che stanno lavorando alla progettazione della diga. In questo anno e mezzo, come già spiegato, abbiamo effettuato molti studi per approfondire tutti gli aspetti progettuali e costruttivi, ora attendiamo le determinazioni del dibattito pubblico. 

I bacini interessati dalla diga sono quello di Sampierdarena e quello del porto Antico, entrambi con diverse vocazioni, turistiche, commerciali, industriali: la diga protegge queste attività e la città nel suo complesso dalle possibili mareggiate. 

L'esigenza della nuova diga nasce dal maggiore dimensionamento delle navi che scalano il porto di Genova: negli ultimi sette, otto anni sono apparse navi da 400 metri con capacità di 20mila teu, extra large rispetto a quelle che circolavano in passato. Senza la nuova diga si subirebbe, secondo le stime più accreditate, un dimezzamento dei traffici da qui al 2035, con la nuova diga, invece, si avrebbe un raddoppio del volume di container movimentati.

La diga sarà costruita in due fasi: la prima per assicurare la sicurezza operativa del terminal Bettolo, la seconda fasi invece è destinata a mettere in sicurezza tutti i terminal, anche quelli posti più a ponente. 

Sono state individuate cinque famiglie di soluzioni alternativo: le prime tre con accesso da Levante, altre due con rotte di accesso a ponente. Di queste cinque soluzioni, tre hanno passato il vaglio e sono arrivate al dibattito pubblico: la scelta è stata effettuata tenendo in considerazione la semplicità costruttiva. Restano, dunque, due soluzioni con imboccatura a levante e una con imboccatura a ponente. 

La soluzione 2 prevede una separazione dei traffici tra i mezzi diretti al porto Antico e quelle dirette a Sampierdarena, la soluzione 3 prevede la realizzazione di un ulteriore varco di fronte a calata Bettolo. La soluzione 4 prevede l'imboccatura da ponente, sebbene le navi da crociera dirette alla stazione Marittima possano continuare ad accedere dal canale esistente. Le tre soluzioni sono equivalenti dal punto di vista ambientale, la soluzione 3 presenta alcuni vantaggi in particolare per le imbarcazioni da diporto. 

La diga sarà realizzata con cassoni e costerà tra 1 e gli 1.3 miliardi: i tempi di realizzazione sono stimati in 8 anni (1 per il progetto e 7 per la costruzione). 

Lo studio recepisce anche l'esigenza di produzione energetica da fonti rinnovabili: stiamo ragionando sull'energia eolica (pale di varia dimensione) e sullo sfruttamento del moto ondoso. La prima è una tecnologia matura, la seconda è in fase di sperimentazione e per il momento non è particolarmente promettente. 

Domande del pubblico.

Analisi costi-benefici: Andrea Pillon ricorda che uno degli incontri sarà dedicato proprio all'approfondimento di questo aspetto. Antonio Lizzadro conferma che il 15 gennaio il tema economico sarà approfondito nel dettaglio: "Abbiamo verificato che per tutte e tre le ipotesi costruttive c'è un impatto positivo secondo le più attuali linee guida sulle grandi opere. Sono proiezioni che si basano sulle interazioni che abbiamo avuto con gli operatori locali i quali dovranno, naturalmente, tenere fede ai propri piani di sviluppo legati agli investimenti".

Sugli sviluppi occupazionali Marco Sanguineri conferma che "le cifre sono stimate da un autorevole studio Prometeia che ha analizzato l'impatto complessivo, diretto, indiretto e indotto, che avrà la diga sull'economia locale. Su tema ambientale, è inevitabile un impatto all'aumento dei traffici ma va anche considerato lo sforzo, per esempio l'elettrificazione delle banchine, che l'Autorità di sistema portuale sta compiendo in direzione di un porto più sostenibile. Sui possibili riempimenti nella zona di Sampierdarena, al momento ne sono previsti pochi, vedremo cosa sarà inserito nel nuovo Piano regolatore portuale". 

Sul tema del possibile inquinamento legato al trasferimento delle merci e alla cantierizzazione della diga, risponde Antonio Lizzadro: "Tutte le analisi fatte finora sono servite per analizzare le tre soluzioni, non sono analisi ambientali a tutto campo che ci riserviamo di fare quando sarà scelta la strada da seguire. In ogni caso, sulla costruzione il cantiere sarà prevalentemente in mare, l'approvigionamento di materiali sarà realizzato con mezzi marittimi e interesserà in modo minimo la città. Servirà certamente una banchina non lontana dal porto dove posizionare gli impianti per la prefabbricazione dei cassoni cellulari, tutte analisi che riguardano fasi successive della progettazione": 

Sull'elettrificazione delle banchine e sulla possibile produzione di energia rinnovabile. Lizzadro: "Abbiamo proposto la tecnologia eolica, esaminando tre taglie di generatori, dai 25 ai 100 metri di altezza delle pale". 

Sul possibile dragaggio di Sampierdarena, Lizzadro: "Per fare accedere le grandi navi serve la diga e certamente un fondale adeguato ai valori necessari per far transitare le navi in sicurezza. Va precisato che nell'area siamo già in presenza di fondali profondi, si tratterebbe di ricalibrare i 150 metri del canale di accesso". 

Possibili depositi chimici sulla diga? Sanguineri: "No, non è una soluzione praticabile". 




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