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Il senatore de 'L'alternativa c'è' ipotizza una soluzione forfettaria per i risarcimenti
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Una trattativa per ottenere risarcimenti da Autostrade senza passare dalla costituzione di parte civile al processo sul crollo del Morandi. E’ quanto ipotizza l’avvocato e Senatore de ‘L’alternativa c’è’’ Mattia Crucioli in merito al fatto che il sindaco di Genova Marco Bucci non si sia ancora espresso sulla vicenda.

Penso che ci sia ancora tempo – premette Crucioli - la prima udienza sarà a metà ottobre. E in quella data le parti civili si costituiranno. Così dice il codice. Però è anche vero che non si capisce come mai il Comune e il sindaco Bucci non prendano posizione, non c’è nulla di segreto. A meno che non ci sia una trattativa in corso tra Comune di Genova, Regione Liguria e Aspi per ottenere risarcimenti forfettari, a risarcimento dell’interesse collettivo. E che quindi non abbiano deciso se costituirsi parte civile o meno, in attesa di vedere la conclusione di questa trattativa”.

Mi auguro che sia così – aggiunge Crucioli - ma anche in questo caso non vedo motivi per non dirlo alla cittadinanza. Credo comunque che Aspi sia tenuta ad un risarcimento a Genova e alla Liguria.
E’ lo stesso motivo per cui sto patrocinando la class action a tutela dei liguri che hanno subito danni non solo per il crollo del ponte, ma anche per le mancate manutenzioni delle autostrade liguri”.

Crucioli poi ricorda le azioni del suo movimento politico ‘L’alternativa c’è’ per contrastare l’accordo Stato-Autostrade: “Non può essere lo stato a pagare al posto del concessionario. Nel momento in cui dovesse perfezionarsi la cessione delle quote di Aspi a Cassa Depositi e Prestiti, i risarcimenti graverebbero per una certa quota sui vecchi soci, in altra parte ai nuovi soci. Non va bene e queste cose vanno chiarite”.

Le azioni vanno avanti anche su questo fronte: “Abbiamo fatto redigere due pareri e siamo in procinto di depositare un esposto sia alla Procura di Roma in sede penale, sia alla Procura presso la Corte dei Conti per i profili di danno erariale, ma anche alla Ragioneria dello Stato e al Cipe, per verificare la regolarità contabile, economica e di convenienza da parte dello Stato per quell’accordo. Ci aspettiamo – conclude Crucioli - che grazie a questa azione ci sia una forte attenzione che porti ad emergere le viscosità di questa vicenda e possa indurre il Governo a guardare con più attenzione quello che gli sottoporranno al momento della firma”.