CRONACA

Il provvedimento preso d'urgenza dopo una comunicazione della Procura

Clamorosa decisione di Autostrade: chiusa l'A26 per motivi di sicurezza, Liguria isolata

lunedì 25 novembre 2019

La decisione, senza precedenti, presa per le condizioni dei viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, al centro dell'inchiesta sui presunti falsi report. Il procuratore capo Francesco Cozzi: "Gravi ammaloramenti, ci sono criticità. Necessarie verifiche di Autostrade". De Micheli convoca Aspi al ministero. Il governatore Giovanni Toti: "Stupefatto. La Liguria ora è isolata". Il sindaco Marco Bucci: "Genovesi, prendete l'autobus perché si prevedono criticità sul traffico".


GENOVA - "A fronte di gravi ammaloramenti riscontrati abbiamo segnalato criticità sul ponte Fado in direzione Alessandria e su Pecetti in direzione Genova-Ventimiglia sulla A26 i rappresentanti  Autostrade per l'Italia hanno preso atto e sono intervenuti. La Procura attende verifiche di sicurezza condotte dalla società concessionaria secondo le norme di legge". Così il procuratore di Genova Francesco Cozzi.  

La decisione è clamorosa ed è stata annunciata da un comunicato di Società Autostrade. Chiusa in entrambe le direzioni la A26 nel tratto compreso tra l'allacciamento con la A10 e lo svincolo per Masone. Una misura presa per permettere l'esecuzione di verifiche tecniche sui viadotti Fado Nord e Pecetti Sud. La chiusura è stata disposta dalla procura di Genova visto lo stato di ammaloramento dei viadotti. La decisione è una vera e propria bomba per la viabilità e l'economia di Genova e della Liguria. L'ennesimo schiaffo a una terra in estrema difficoltà.

In pratica il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha convocato il direttore del primo tronco che gestisce la rete autostradale ligure per comunicare la decisione di chiudere il tratto. Pecetti era finito nell'inchiesta sui falsi report autostradali, l'inchiesta bis nata dopo il crollo del ponte Morandi. Secondo la procura, Autostrade per l'Italia e Spea, la società che si occupava di manutenzione e monitoraggi, avrebbero edulcorato lo stato reale dei viadotti per risparmiare sui costi e per non "spaventare" gli investitori.

A settembre per nove persone la procura aveva chiesto e ottenuto misure tra arresti domiciliari e interdittive, tra dirigenti e tecnici di Autostrade e Spea. Nelle scorse settimane la procura aveva ottenuto anche l'interdittiva per 11 persone, tra cui l'ex amministratore delegato di Spea, Antonino Galata', per gli omessi controlli nei cassoni dei viadotti Bisagno e Veilino. Sono in totale piu' di venti le persone indagate per falso in questo filone di indagine e oltre 15 i viadotti finiti nel mirino dei pm.

IL COMUNICATO DI AUTOSTRADE - "La Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia comunica che a partire dalle ore 21:30 di oggi, lunedì 25 novembre, sarà chiusa al traffico in entrambe le direzioni la tratta dell’autostrada A26 compresa tra l’allacciamento con l’autostrada A10 e lo svincolo di Masone. Tale misura viene assunta per consentire l’esecuzione di verifiche tecniche sui viadotti Fado Nord e Pecetti Sud, presenti in tale tratta. La Direzione di Tronco condividerà i risultati di tali verifiche con gli enti competenti".

VIABILITA' ALTERNATIVA - La mancanza dell'ex Ponte Morandi su Genova, causa la tragedia del 14 agosto 2018, e il parallelo crollo del viadotto lungo la A6 tra Savona e Altare rende la Liguria a rischio paralisi e isolamento ancora maggiore di quanto già lo fosse nelle ultime 24 ore. La stessa Società Autostrade prosegue la propria nota consigliando gli automobilisti sui percorsi alternativi:

- Veicoli leggeri e autocarri fino a 7,5 ton (esclusi autobus)

Per la A26 dalla A10 uscire a Prà e proseguire fino a Masone tramite la SP 456 del Turchino. Per la A10 dalla A26 effettuare il percorso inverso.

- Veicoli pesanti superiori a 7,5 ton e autobus

Per la A26 dalla A10 utilizzare la A7. Per la A10 dalla A26 obbligo di deviazione sulla Diramazione Predosa Bettole, dalla quale, con fermo temporaneo e progressivo deflusso, sarà possibile procedere verso Genova lungo la A7. Potranno proseguire fino a Masone i soli mezzi pesanti con destinazione di scarico o carico nella zona collegata a tale svincolo.

IL GOVERNATORE TOTI - "Siamo in guerra, siamo in emergenza, siamo a Stalingrado: il governo si deve far carico, da oggi e fino al ripristino delle condizioni di normale vivibilità, di tutto quello che accade: trasporti, come è successo per il Morandi, dei terminal portuali se dovremo tenerli aperti di notte, dell'intervento del genio militare, di tutto perché siamo in una vera situazione di emergenza", ha detto il governatore ligure, Giovanni Toti, dopo la fine della riunione in Prefettura a Genova. Per aiutare la compromessa viabilità della Liguria "dovremo intervenire sui treni e il servizio pubblico locale: pensiamo alla gratuità totale. Un pezzo se ne dovrà far carico il governo nazionale, un pezzo il concessionario, o comunque il governo rivalendosi poi sul concessionario", ha detto Toti. "E' bene che tutti quanti abbiano consapevolezza che la Liguria oggi è isolata e tutto il traffico grava sulla A7 in un periodo di punta del traffico portuale per l'imminenza del Natale, questo comporterà un danno incalcolabile per questa regione, per questa città e l'economia intera del Nord ovest. Non c'e' una categoria oggi esclusa da un danno straordinario". Per Toti "servono interventi di assoluta emergenza, nella messa in sicurezza, nella ricostruzione: si sommano emergenze su emergenze avviandosi verso la paralisi. Si poteva evitare di arrivare a questo? Al netto di quanto accaduto per il fronte maltempo, certamente si'. Vorrei sapere come si e' impiegato il tempo in questo anno e 4 mesi" dal crollo del Morandi "se non con un inseguirsi di denunce e controdenunce".

IL GOVERNO CONVOCA AUTOSTRADE - In merito alla chiusura della tratta dell'A26 tra l'allacciamento con l'A10 e lo svincolo di Masone la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha convocato per martedì mattina il concessionario Autostrade per l'Italia al fine di stabilire gli interventi urgenti per garantire la sicurezza e ripristinare la viabilità.

IL SINDACO BUCCI - "Chiedo a tutti i cittadini genovesi di utilizzare il trasporto pubblico, in questi casi rende il traffico estremamente migliore. Dobbiamo impegnarci tutti, ci rimboccheremo le maniche e superemo anche questa emergenza". E' l'appello ai cittadini di Genova che arriva dal sindaco Marco Bucci, al termine del vertice in Prefettura dopo la chiusura della A26, aggiungendo che "si stanno valutando facilitazioni nelle tariffe sia per le metropolitane sia per il trasporto locale che per i treni. Non ho ancora informazioni, ci stiamo lavorando e lo sapremo nei prossimi giorni". Il sindaco ha poi avvertito che "le misure sulla circolazione possono cambiare di giorno in giorno a seconda del traffico".

UNA CORSIA RIAPERTA IN MATTINATA? - Potrebbe riaprire in mattina una corsia della A26 in direzione Nord, da Genova verso Gravellona Toce, se i controlli di Aspi daranno esito positivo. E' quanto comunicato dai vertici della Direzione di Tronco del capoluogo ligure alla riunione in Prefettura. In corso anche le valutazione per aprire due corsie molto ristrette e a velocità ridotta, una per ciascun senso di marcia. Ma solo se l'esito dei controlli sarà positivo. Alcuni controlli sono partiti nella stanotte, altri devono essere per forza effettuati alla luce del giorno.

IL PD LIGURIA - "La decisione di Autostrade di chiudere l'A26 è gravissima e non ha precedenti. Genova, già alle prese con la ricostruzione del Morandi e con l'A6 danneggiata, adesso è davvero isolata, con danni incalcolabili per la sua economia. Siamo al limite dell'interruzione di pubblico servizio. Naturalmente siamo convinti che, prima di tutto, vadano garantite e tutelate l'incolumità e la sicurezza delle persone. Non possiamo però non rilevare come, a un anno e tre mesi dal crollo del Morandi, Autostrade abbia deciso di chiudere questa tratta solo poco prima che glielo ordinasse la magistratura, come se la tragedia del 14 agosto non avesse insegnato nulla al concessionario. Se Aspi non è in grado di mantenere un pubblico servizio in cessione si faccia da parte. Siamo sicuri che il Governo andrà fino in fondo a questa vicenda".

IL PRESIDENTE DEL PORTO SIGNORINI - "Il Porto di Genova in queste condizioni non puo' resistere piu' di una settimana. Ci sono piu' di 4000 tir al giorno che partono e arriviamo dal nostro porto - ha aggiunto - Tutto il Nord Italia produttivo dipende da noi e siamo alla vigilia di Natale. In queste condizioni tutto il traffico si scarichera' sulla A7 dove il traffico leggero e' gia' intensissimo. Non sappiamo quanto durera' la chiusura, attendo risposte". 

L'EX MINISTRO RIXI - "Mentre in Liguria stanno chiudendo viadotti e tratti di autostrada rendendo la regione pressoche' irraggiungibile, il governo nicchia, totalmente privo di un piano strutturale di interventi. Il nodo di Genova e' al collasso, il porto di Genova e quello di Savona, la prima Autorita' di sistema portuale del Paese, sono di fatto isolati: non possiamo neppure immaginare quali siano le ricadute sull'intera economia nazionale e su tutto l'indotto portuale. Il ministro De Micheli batta un colpo, non c'e' tempo da perdere e convochi i concessionari autostradali per fare un piano strutturale di emergenza". Lo dichiara il deputato della Lega e responsabile nazionale Infrastrutture Edoardo Rixi a seguito della notizia della chiusura anche della A26, in entrambe le direzioni, nel tratto compreso tra l'allacciamento con A10 e svincolo di Masone, per verifiche tecniche su viadotti Fado Nord e Pecetti Sud. "Sul monitoraggio delle infrastrutture non si puo' piu' perdere tempo- conclude Rixi- Ansfisa c'e' e allora diventi operativa al piu' presto, altrimenti continueremo a subire le emergenze anziche' prevenirle, come dovrebbe accadere in un Paese civile".

LA CISL LIGURIA - “Con il nuovo Ponte Morandi non ancora ricostruito, la A6 chiusa per il crollo di domenica scorsa e la A26 interrotta per i controlli sui due viadotti i porti e le città di Genova e Savona sono in un vicolo cieco - dichiara Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria -. Non vogliamo entrare nelle meccaniche di quanto è successo. Vogliamo però dire con forza che in questa maniera l'occupazione, i traffici portuali e l'intera economia della Regione sono destinati a morte certa e celere. Non staremo a guardare. Ci aspettiamo delle risposte da tutti i soggetti che hanno a che fare con la vicenda e dal Governo”. 

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