CRONACA

Dovrebbe scontare un cumulo di pene fino al 2024

Carceri, detenuto non rientra alla Spezia: terza evasione in pochi giorni in Liguria dopo un permesso

venerdì 27 dicembre 2019
Carceri, detenuto non rientra alla Spezia: terza evasione in pochi giorni in Liguria dopo un permesso

LA SPEZIA - Un detenuto italiano che deve scontare 19 anni non è rientrato ieri da un permesso premio nel carcere di La Spezia. Lo segnala la Uil Polizia penitenziaria. "E' il terzo in pochi giorni, dopo i due detenuti evasi dal carcere 'Marassi' di Genova", denuncia il segretario regionale del sindacato, Fabio Pagani.

L'evaso dovrebbe scontare un cumulo di pene fino al 2024 per una serie di reati: furto, rapina e lesioni gravi. Secondo Pagani, il parere degli agenti penitenziari non è tenuto abbastanza in considerazione nella valutazione del detenuto, ai fini della concessione di benefici, affidata a un'equipe formata dal direttore del carcere, da un medico, un assistente sociale, uno psicologo e un educatore. "Bisogna investire ancora una volta maggiormente sulla Polizia Penitenziaria", sostiene il sindacalista, "altrimenti saranno resi vani i sacrifici delle donne e degli uomini che indossano la divisa e che ogni giorno rappresentano lo Stato".

Appena qualche ora prima un altra detenuto che aveva ottenuto un permesso premio dal magistrato di Sorveglianza, allo scadere del beneficio non è rientrato nel carcere di Marassi dove era ristretto, facendo perdere le sue tracce. "Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto", spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. (CLICCA QUI)

"Un fatto grave anche in considerazione del fatto che anche stavolta si tratta di un'evasione dopo un permesso premio", scrive Fabio Pagani, segretario della Uilpa. "Il sistema così non funziona. L'evasione, maggiormente se si tratta di ergastolani e condannati per associazione, destano ovviamente allarme sociale". Pagani lamenta il fatto che nella valutazione del detenuto che chiede il permesso i poliziotti penitenziari, "che sono in contatto quotidiano con i detenuti" hanno "pochissima voce in capitolo nel parere per la concessione dei benefici. Bisogna investire maggiormente sulla polizia penitenziaria altrimenti saranno resi vani i sacrifici di coloro che vestono una divisa e che ogni giorno rappresentano lo Stato", conclude Pagani.



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