CRONACA

Una data 'di mediazione' tra chi voleva il 7 e chi preferiva rimandare al 15 gennaio

Caos scuole superiori, Governo rimanda apertura all'11 gennaio

di Silvia Isola

martedì 05 gennaio 2021
Caos scuole superiori, Governo rimanda apertura all'11 gennaio

GENOVA - Ore concitate per sciogliere il nodo della riapertura delle scuole superiori. Dopo due ore di vertice dell'esecutivo, il consiglio dei ministri ha optato per rinviare l'avvio in presenza al 50% per gli studenti degli istituti tecnici e dei licei all'11 gennaio. La mediazione è arrivata nella serata di lunedì 4 gennaio, dopo lunghe discussioni tra chi voleva come data quella del 7 gennaio, come il M5s e la ministra Lucia Azzolina assieme ad Italia Viva, e chi invece voleva rimandare al 15, il Pd.

Ma da questa decisione è scaturita una vera e propria reazione a catena di ordinanze regionali. C'è chi ha già deciso di aprire comunque il 7 come il Trentino, dato che è una regione a statuto speciale, chi invece le aprirà l'11 seguendo l'indicazione del Governo, chi ancora aveva già deciso di rimandare al 18 gennaio o addirittura a febbraio. Il tutto, tra l'altro, in attesa della riunione del Comitato Tecnico Scientifico che stabilirà quali regioni saranno di colore rosso, colore che sancirà l'obbligo di didattica a distanza, seppur solo per le scuole superiori. 

La Liguria si adegua alle decisioni prese dal Governo. Per tanto in classe il 7 gennaio andranno elementari e medie, mentre le superiori faranno due giorni in Dad, prima di ripartire l'11 in presenza al 50%.    L'intervista all'assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo - GUARDALA QUI

CHI APRE - Apriranno lunedì 11 gli istituti superiori di tutte le regioni che erano già decise per giovedì 7 o venerdì 8 gennaio: Toscana, Molise, ma anche Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Val d’Aosta, Umbria con piani ben orchestrati dai tavoli in prefettura che prevedevano anche controlli sui mezzi pubblici per evitare assembramenti. In Sicilia, invece, si vorrebbe aprire anche al 75% degli studenti dopo il 18 gennaio, se la curva epidemiologica lo consentirà. Il Trentino, invece, aprirà il 7 gennaio, andando controcorrente, essendo una regione a statuto speciale. 

CHI RIMANDA - Con le ordinanze firmate nella giornata di ieri, Veneto e Friuli Venezia Giulia la loro decisione l'hanno già presa. Didattica a distanza per tutti i ragazzi tra i 14 e i 18 anni ancora fino al 31 gennaio. Anche le Marche si apprestano a copiare questa decisione, mentre in Campania si è optato per una riapertura scaglionata: l’11 rientreranno gli alunni dell’infanzia e delle prime due classi della primaria, il 18 si valuterà la possibilità di far ripartire anche terza, quarta e quinta della primaria, mentre le medie e le superiori dovrebbero tornare, sempre al 50%, solo il 25 gennaio. Il Piemonte, invece, dopo il Cdm ha comunque deciso di posticipare per i ragazzi delle superiori al 18 di gennaio. In Calabria scuole di ogni ordine e grado per il momento chiuse, si farà solo didattica a distanza: è attesa in queste ore l'ordinanza. 

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LE NUOVE DISPOSIZIONI - Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Il testo prevede, per il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, il divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma.

Nei giorni 9 e 10 gennaio, l’applicazione, su tutto il territorio nazionale, delle misure previste per la cosiddetta “zona arancione”. Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Il testo conferma sino al 15 gennaio, nei territori inseriti nella cosiddetta “zona rossa”, la possibilità spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata all’interno della propria regione. Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.

Inoltre, il testo, rivede i criteri per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone “arancioni” e “rosse”. Il testo interviene inoltre sull’organizzazione dell’attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, con la previsione della ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio.

Infine, per l’attuazione del piano di somministrazione del vaccino contro il contagio da COVID-19, sono previste specifiche procedure per l’espressione del consenso alla somministrazione del trattamento, per gli ospiti di residenze sanitarie assistite (o altre strutture analoghe), che siano privi di tutore, curatore o amministratore di sostegno e che non siano in condizione di poter esprimere un consenso libero e consapevole alla somministrazione del vaccino.



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