CRONACA

Dopo il venerd́ nero con le persone per ore intrappolate in A7

Caos A7, sindaci Valle Scrivia contro Autostrade: "Piano neve inadeguato"

di Andrea Popolano

luned́ 07 dicembre 2020



BUSALLA - L’avevano annunciata e ora è arrivata. I sindaci della Valle Scrivia hanno spedito la lettera direttamente al prefetto di Genova Carmen Perrotta al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Alla base l'urgenza di un incontro insieme ad Autostrade per l'Italia per rivedere il Piano Neve. Mentre la si prepara ad affrontare una nuova allerta neve nell'entroterra (GUARDA QUI) il disastroso venerdì con centinaia di persone bloccate per ore e ore lungo l'autostrada non è andato giù agli amministratori locali che hanno deciso di agire. A firmare la richiesta i sindaci di Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone Valbrevenna e Vobbia.

Nella lettere si legge nero su bianco che l'attuale 'Piano Neve' non è ritenuto "assolutamente adeguato per un territorio come la Valle Scrivia, dove la chiusura della rete autostradale, senza adeguate alternative per la circolazione o la sosta dei veicoli dirottati bloccati sulla viabilità ordinaria, costituisce esclusivamente un palliativo a tutela e nell’interesse del concessionario autostradale, che crea forti disagi oltre che all’utenza al territorio e comuni valligiani che rischiano di non poter garantire da soli nella vigilanza nei servizi minimi indispensabili per la regolare circolazione in sicurezza.

Un 'palliativo a tutela e nell'interesse del concessionario autostradale'. Il concetto è chiaro: Autostrade chiude il tratto appenninico ma la viabilità interna della vallata non è in grado di assorbire il traffico e soprattutto gestire situazioni di emergenza. Ambulanze e altri mezzi di soccorso nel venerdì nero della viabilità si sono trovati bloccati con il conseguente pericolo (GUARDA QUI).

Il problema principale è la gestione dei mezzi pesanti in caso di neve. Su questo punto i sindaci della Valle Scrivia rimarcano l'urgenza di una misura idonea: "nessuno dei nostri caselli è idoneo a reggere un impatto del genere - spiega Simone Franceschi sindaco di Vobbia - . I mezzi pesanti se fatti uscire dall'autostrada devono avere un area dove sostare. E' inutile scaricarli in strade che non sono adeguate al transito e dove non ci sono aree di sosta".

Venerdì scorso, nel bel mezzo del caos, la prefettura ha chiesto in serata l'intervento al Comune di Busalla per avere dei mezzi spazzanave da far intervenire sull'autostrada. Loris Maieron, sindaco di Busalla racconta l'accaduto: "Ci hanno chiesto (tramite prefettura ndr) dei mezzi per pulire la parte interna delle barriere delle autostrade perché i loro mezzi sono più grossi mezzi e pulivano le corsie ma non riuscivano la parte delle barriere". Situazione paradossale.

Di fatto i mezzi spazzaneve dei comuni chiamati a pulire l'autostrada lasciando temporaneamente il lavoro da effettuate nelle strade comunali e della Città Metropolitana.  "Questa cosa non può avvenire - racconta ancora Franceschi, il sindaco di Vobbia -. Riversare sulle nostre strade mezzi pesanti vuol dire anche condizionare le operazione di sgombero della neve da parte dei mezzi comunali e della Città metropolitana che si trovavano bloccati". La conseguenza è ovvia: i mezzi non potevano pulire tutta la strada perché si trovavano bloccati dai tanti mezzi pesanti fermi in attesa di poter riprendere la marcia.

Non solo il Piano Neve e non solo l'autostrada, almeno non direttamente. I sindaci sottolineano come l'intera rete stradale non sia più in grado di sopportare il carico di mezzi (auto e camion) che transitano nella zona con le strade costruite in tempi in cui il numero di passaggi giornalieri era inferiore all'attuale. Secondo i dati nella Strada provinciale 226 passano in media al giorno tra le 13mila e 15mila auto e circa 200-240 mezzi pesanti.

"Nella strada statale 35 dei Giovi l’eventuale chiusura della rete autostradale determina e determinerebbe il trasferimento dei veicoli nei centri abitati di Busalla, Borgo Fornari, Isolabuona, Ronco Scrivia e Isola del Cantone" spiegano. Una situazione che rischia di essere esplosiva per una vallata che in estate ha fatto anche i conti con le chiusure autostradali prolungate". Anche per questo motivo arriva la richiesta di un incontro urgente anche con Anas per un tavolo che affronti in modo approfondito tutta la questione.  



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