CRONACA

Tomasi in Regione Liguria convocato dal governatore Toti

Autostrade, fino al 30 giugno (almeno) sarà un incubo: su 285 gallerie liguri 36 con problemi

di Giuseppe Sciortino

lunedì 01 giugno 2020

"Raddoppieremo la forza lavoro per avere circa 800 persone solo nella zona delle gallerie con l'impegno di chiudere il programma entro il 30 giugno. Ovviamente abbiamo anche ispezioni in corso, quindi terremo informata settimana per settimana la Regione e il Prefetto sull'avanzamento delle attività". Lo ha detto l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi, al termine del vertice in Regione con il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci.


GENOVA - "Appare paradossale il ritardo con cui si sta procedendo verso la revoca e l'entrata dello Stato nella futura società che gestirà il traffico su gomma in Italia. Certo è che l'atteggiamento di Atlantia è risultato fin dal principio poco rispettoso delle prerogative della nostra comunità, come dimostrano anche i maxi profitti realizzati sulla gestione di Aeroporti di Roma, dove è stata incoraggiata la concorrenza sleale delle compagnie low-cost a danno di Alitalia e, ora, minacciando immaginifici licenziamenti in blocco dei dipendenti della societa' autostrade". Il 'benvenuto' a Genova all'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi, è arrivato direttamente da Roma, dal vice presidente della Camera Fabio Rampelli (Fdi). Non uno a caso, insomma. Una dichiarazione di peso che rimarca le domande e i dubbi che dalla Liguria rimbalzano a Roma per arrivare fino alla residenza della famiglia Benetton, proprietaria a catena delle società che portano dritto fino alla concessionaria autostradale.

Tomasi è arrivato in Regione Liguria convocato dal governatore Giovanni Toti, irritato dalla presenza di decine di cantieri mai espletati durante il lockdown e che - alla vigilia della riapertura ai turisti lombardi e piemontesi - suona come una provocazione se non addirittura una minaccia. Infatti, buona parte del nodo autostradale genovese si può percorrere soltanto a una corsia e con continui salti di carreggiata. Il governatore già nel corso del lockdown aveva chiesto un intervento tempestivo nel periodo in cui il traffico era forzatamente limitato, senza ottenere alcun riscontro in termini di impegno da parte di Autostrade e tantomeno del Mit che quella società dovrebbe controllare e 'pungolare'.

La convocazione di Tomasi ha sortito un primo effetto. "Abbiamo presentato nel dettaglio il piano che ci era stato chiesto dal presidente della Regione Liguria. Andremo in pratica a raddoppiare la forza lavoro: contiamo di avere circa 800 persone (740, ndr) solo per tutte le attività delle gallerie con l'impegno di chiudere il programma per il 30 giugno, come ci è stato chiesto dal Ministero", ha detto l'ad di Autostrade per l'Italia al termine della riunione in Regione. "Ovviamente abbiamo anche delle ispezioni importanti in corso, quindi terremo informata settimana per settimana la Regione e anche il prefetto sull'avanzamento delle attività". Per quanto riguarda i possibili disagi al traffico, Tomasi ha aggiunto che "non possiamo nascondere che l'impatto ci sarà: lavoreremo h 24, 7 giorni su 7, poi progressivamente andremo a liberare i cantieri: prevale l'attenzione massima alla sicurezza, stiamo accelerando il più possibile".

Neanche Placido Migliorino, ingegnere del Mit, spiega il motivo per cui non si è sfruttato il periodo del lockdown per effettuare i lavori. Al termine dell'incontro in Regione, Migliorino ha detto che "i  lavori non sono stati fatti prima perché, a valle del crollo nella galleria Bertè, è stato necessario da gennaio ad aprile definire i criteri di indagine, un catalogo di difetti da andare a ricercare e, conseguentemente, gli interventi di ripristino. I lavori potevano partire solo dopo la definizione delle procedure, che è stata ultimata ad aprile: il lockdown non c'entra nulla. Definito che cosa si doveva fare, sono partiti i lavori ufficiali". A oggi, ha detto Migliorino "siamo arrivati a capire che su 285 gallerie della rete ligure, 36 sono state chiuse per problemi. Entro il 30 giugno le criticità riscontrate saranno risolte. Abbiamo in corso ulteriori indagini che statisticamente potranno portarci a tre, quattro chiusure ulteriori con interventi che non incideranno se non puntualmente sulla circolazione regionale". Nel frattempo il mese di maggio è volato via senza alcun intervento e il 3 giugno la riapertura della mobilità interregionale rischia di diventare un boomerang per il turismo della Liguria a causa di cantieri e verifiche che provocheranno code e ore di attesa.

E l'esenzione del pedaggio in alcune tratte ben limitate sembra più un contentino che 'un'operazione simpatia'. Di sicuro, non ha le sembianze di un risarcimento. "Partiranno delle agevolazioni per tutti i residenti nella zona della Liguria per quanto riguarda la rete di competenza di Autostrade, in modo tale che ci sia l'esenzione totale di alcune tratte di approccio alla città di Genova", ha detto Tomasi. In merito ai turisti che con lo sblocco dei confini regionali percorreranno la rete ligure interessata dai cantieri "anche loro avranno esenzioni per le tratte che attualmente sono esentate anche per i genovesi". Sconti di pochi euro che non possono certo essere equiparati ai disagi incontrati lungo il percorso di 'approdo' a Genova. Una mina vagante per ogni imprenditore turistico che, oltre alla fobia sul Covid-19, dovrà fare i conti con turisti che potrebbero scegliere anche altre mete più distanti da raggiungere in meno tempo.

Resta da capire chi gestirà il nuovo viadotto che sta sorgendo sulle ceneri del ponte Morandi. Tomasi non ha dubbi a riguardo. "Ci stiamo confrontando, stiamo dialogando con il ministero. Io ricordo sempre che a valle del decreto Genova, Autostrade ha pagato le fatture a 5 giorni dalla presentazione della fattura. Continueremo a supportare questa cosa fino a che non vedremo ripassare i mezzi sul ponte". Laddove pagare i danni provocati (pergiunta con 43 vittime da piangere) non dovrebbe essere una novità né un merito da sbandierare, i familiari delle vittime si auguravano che Autostrade potesse dar vita a un nuovo corso nelle relazioni tra le due rispettive 'sponde' con l'arrivo di Tomasi al posto di Castellucci. Invece, i due parlano la stessa lingua: le fatture pagate davanti all'opportunità di fare un passo indietro, i soldi davanti alla tragedia. Dopotutto è la proprietà che comanda le operazioni. Il nuovo ponte di Genova sarà inaugurato il 27 luglio, il rischio di trovare Autostrade per l'Italia (ancora) come concessionario dell'opera sembra un incubo sempre più concreto per quelle famiglie che ancora non travano risposta alle tante domande sulla tragedia del 14 agosto 2018.

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