CRONACA

Alluvione, quando la vita e la morte sono solo una questione di scelte

di Giuseppe Sciortino

venerdì 10 ottobre 2014

A Genova esonda il Bisagno e nel quartiere di Marassi le forze dell'ordine trovano il cadavere di un persona, documentato in diretta su Primocanale.


GENOVA - La vita come 'Sliding doors', il film che ha evidenziato come basta veramente poco per cambiare direzione. Nel bene e nel male. Nella buona e nella cattiva sorte. E' accaduto cosi anche giovedi sera durante l'esondazione del Bisagno. Antonio Campanella no ce l'ha fatta, Patrizia T. può invece raccontare la sua fortuna.

LA STORIA DI ANTONIO - Era uscito da un bar di via Canevari per controllare il livello del Bisagno quando è stato travolto dalla piena. E' morto così intorno alle 23:30 di ieri Antonio Campanella, 57 anni, operatore sanitario dell'ospedale San Martino in pensione da 4 anni che viveva in via Bobbio, a Staglieno. Campanella, single e senza figli, ha detto al barista: "Vado a controllare lo stato del torrente". E' uscito dal locale ed è stato ucciso dalla piena. La procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo per la morte di Campanella. Un atto dovuto, dicono in procura a Genova, la stessa dove è aperto un processo all'ex sindaco Vincenzi e aD alcuni ex rappresentanti della protezione civile e del Comune per l'alluvione del 2011 che fece sei morti.

LA STORIA DI PATRIZIA - "Siamo usciti dalla palestra verso le 23 e ci siamo ritrovati in mezzo metro d'acqua. Poco dopo ho visto la mia macchina portata via dall'onda di piena del Bisagno. Non potevo fare niente, solo guardarla allontanarsi. Facevo ancora in tempo a salirci, ma l'istinto mi ha bloccato. Mi sono detta 'adesso l'acqua passa' e invece è arrivata l'onda di piena". E' il racconto di Patrizia T., una delle tante persone coinvolte dall'alluvione nella zona della stazione Brignole. "Siamo ritornati in palestra e ci siamo rimasti fino a questa mattina alle 7. Alcuni si sono sdraiati sui tappetini da ginnastica, faceva freddo. Io mi sono messa alla finestra a guardare l'acqua che saliva. A un certo punto lambiva il primo piano dei palazzi poi verso 3:30 di stamattina ha cominciato a defluire". Patrizia ha perso la macchina "e devo solo ringraziare di avere avuto l'istinto di non cercare di portarla via. A quest'ora non so dove sarei".

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