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In concorso il film di Yorgos Lanthimos che ha già vinto il Leone d'oro due anni fa con 'Povere creature'
2 minuti e 36 secondi di lettura
di Dario Vassallo

LIDO DI VENEZIA - In un mondo dominato dalle fake news, a cosa si può – e si dovrebbe – credere? Dopo il deludente Kinds of Kindness dello scorso anno , il quinto film che vede insieme la coppia formata da Yorgos Lanthimos e dalla sua musa Emma Stone - Bugonia, in concorso qui a Venezia- partendo da questa domanda si propone come un ritorno alle origini per il regista greco, una storia vertiginosa e folle, macabra e divertente, grottesca e satirica che vive al limite dell'assurdo più totale ma con una credibilità sufficiente nei suoi momenti più sfrenati da garantirgli un posto d'onore nel genere del thriller paranoico.

La trama 

Il film, il cui titolo si riferisce a un'antica credenza greca secondo cui le api nascevano da mucche morte, remake di una pellicola coreana del 2003, vede un apicoltore, Teddy, interpretato da Jesse Plemons, devastato dalla progressiva diminuzione della popolazione delle api cui attribuisce la causa alla devastazione ecologica causata da un vasto conglomerato farmaceutico/commerciale gestito da una donna di ghiaccio, Michelle, la cui azienda ha anche gravemente danneggiato sua madre con farmaci sperimentali. Diffidente nei confronti dei media, Teddy ha condotto ricerche personali sul capitalismo e le cospirazioni elitarie, e ora crede che Michelle sia un'aliena malvagia proveniente da Andromeda. Così, insieme al fiducioso e innocente cugino, decide di rapirla e torturarla finché lei e i suoi compagni andromediani non promettano di lasciare in pace i terrestri. Ciò che ne consegue è una relazione ricca di dialoghi e scontri, non solo verbali, dove la donna per sopravvivere deve fare affidamento sul suo ingegno cercando di entrare in sintonia con una persona chiaramente disturbata che si identifica con le api senza futuro di cui si prende cura, operaie che vengono semplicemente abbandonate dalla società.

Un film che spazia tra i generi

Fondamentalmente opera da camera per tre personaggi, Bugonia è un'esplosione di fantascienza, paranoia e commedia nera che spazia tra i generi, bizzarra e sovversiva, incredibilmente pertinente all'era della disinformazione odierna e ai pazzi complottisti che vivono nei meandri più profondi di internet. Per certi versi simile a Misery non deve morire di Stephen King, Lanthimos ha indubbiamente colto la stagione del malcontento di molti che si sentono abbandonati e l'ha portata a un livello superiore, offrendo una visione più profonda e stimolante del desiderio innato dell'umanità di avere qualcuno cui dare la colpa per i propri comportamenti distruttivi .

Messaggio serio trasmesso in maniera divertente

Conservando le prospettive assurde e l’antica fascinazione che il regista greco ha sempre avuto per il potere, l'isolamento e il controllo, Bugonia parla anche delle fratture sociali causate da classe, privilegi e opportunità economiche, di un’imminente possibile apocalisse, magari una catastrofe ambientale, probabilmente del tutto evitabile e del fatto che viviamo in tempi pericolosi e confusi in cui gli algoritmi ci allontanano ulteriormente e rendono più difficile discernere la verità. È un messaggio serio trasmesso in maniera divertente e ribadito con un climax virtuoso che riesce a essere allo stesso tempo bizzarro e lacerante.

 

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