
Le relazioni dei consulenti esterni sullo stato del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime) erano "una pezza giustificativa, per creare un'apparenza". Così il pm Marco Airoldi, che con il collega Walter Cotugno, sta portando avanti la requisitoria nel processo a carico di 57 imputati. Relazioni che il committente "si faceva mandare in bozza e che poi venivano modificate sua indicazione togliendo sempre qualcosa e mai a favore della sicurezza".
Le udienze andranno avanti ancora fino a fine luglio
"Una spinta gentile, un lavorio continuo - ha continuato il pm - nei confronti dei consulenti. Aspi si faceva dare la bozza. Ma dovresti usarla peer risolvere problemi, non per dire 'Questo non scriverlo". Due relazioni sono rimaste in bozza e i suggerimenti dati sono rimasti tali. Ma anche tra Aspi e Spea circolavano informalmente informazioni rilevanti, sullo stato del ponte, di cui non veniva lasciata traccia nei report di ispezione. Le udienze andranno avanti ancora fino a fine luglio poi il processo si fermerà per la pausa estiva. Alla ripresa di settembre continueranno a parlare i pubblici ministeri.
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