Cronaca

Per un'altra macchia sospetta sullo strallo che ha provocato il cedimento. Il giudice Lepri prende tempo: "Abbiamo bisogno di rivederlo anche noi"
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GENOVA - Al processo per la tragedia del Morandi richiesta a sorpresa dell'avvocato di Spea durante l'audizione dei tecnici di Aspi: Francesco Del Deo, difensore di due imputati Casini e Alemanni, nell'udienza di ieri ha chiesto ai giudici di poter visionare il famoso reperto delle macerie 132 della sommità della pila 9 che ha innescato il crollo. Il presidente del collegio giudicante Lepri si è riservato di dare una risposta perchè anche i periti del tribunale hanno intenzione di rivedere quel reperto.

Il motivo della richiesta è verificare una macchia e una fessura che è stata vista in una delle immagini mostrate in aula sulla pila 9: per l'accusa poteva essere un sintomo dell'ammaloramento dello strallo, Spea vorrebbe invece dimostrare che si trattava solo una macchia superficiale, confermando così che il vuoto nello strallo che ha provocato il disastro era all'interno della pila, nello stesso reperto 132 e impossibile da diagnosticare. Vuoto, su questo sarebbe emerso anche dal secondo incidente probatorio, causato da un errore durante la costruzione della pila 9, che è stata l'ultima delle tre costruite. Un difetto mai comunicato dal direttore dei lavori.

La richiesta di Spea è avvenuta ieri durante la prima udienza dei tecnici di Autostrade per l'Italia che come la società di ingegneria indica nel vizio di costruzione occulto e occultato nella pila 9 la causa del crollo. La differenza, come si legge nella relazione di Aspi, è che Autostrade per l'Italia indica anche tre concause scatenanti: il carroponte agganciato al ponte per sostituire i new jersey, la caduta di un rotolo di acciaio da uno dei tir precipitati e una bufera di vento e grandine localizzata proprio sul ponte alle 11.36 di quel tragico 14 agosto 2018. Come a dire: la tragedia del Morandi è stata causata da una tempesta perfetta.
Per l'accusa invece visto che già negli anni  '90 si era intervenuti per ristrutturare la pila 11 e in parte la pila 10, era necessario intervenire per prevenire il degrado anche sulla 9, che invece una relazione di Aspi aveva definito sicura sino al 2030.

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