Cronaca

Ordine infermieri e Tirrenia alla ricerca del soccorritore poi sparito nel nulla. Il racconto di Martina Carvelli, la giovane assistente sanitaria fuori servizio che ha svolto il primo massaggio cardiaco: "Ho visto quell'uomo accasciarsi, ho agito subito"
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GENOVA - Il drammatico salvataggio di un avvocato colto da malore nel centro di Genova somiglia sempre di più a una trama di un film. Una commedia che potrebbe avere anche un lieto fine. Questo perché per fortuna come tutti speravano, sino a pregare, come ha fatto una donna durante gli interminabili minuti della lunga rianimazione, le condizioni del legale sono migliorate in modo repentino: ricoverato nel reparto di rianimazione del policlinico del San Martino, ancora intubato ma cosciente. E non era scontato per chi l'ha visto per oltre mezz'ora esanime a terra.

Storia da film dicevamo, il cui personaggio principale non può che essere il misterioso soccorritore che vediamo nella foto a destra. Forse un infermiere o anche solo un marittimo che conosce bene le tecniche di primo soccorso, come è trapelato da Tirrenia che però non è stata in grado di sciogliere il dubbio. L'unica certezza è che quest'uomo è il classico eroe per caso ed adesso in tanti vorrebbero incontrarlo per dirgli "grazie".

Altra attrice determinante di questa storia è Martina Carvelli, laureata in assistenza sanitaria dipendente della Asl3. Lei, a spasso nelle vie del centro con la mamma, è stata la per prima ad effettuare il massaggio cardiaco al legale, come racconta a Primocanale dagli ambulatori di villa Bombrini, a Cornigliano, dove si occupa di igiene e sanità pubblica nel settore della prevenzione: "Quell'uomo è crollato proprio a terra davanti a me, ho intuito che era un infarto e consapevole della necessità di intervenire in modo rapido ho iniziato subito a praticare il massaggio cardiaco. Mi ha dato il cambio un altro uomo, forse un medico, che mi aveva chiesto se ero stanca, ricordo anche una donna con il casco sulla testa, una dottoressa, poi è arrivato l'infermiere, che ha preso in mano la situazione e dopo avere praticato il massaggio cardiaco ha coordinato ogni intervento anche tenendo a distanza i passanti".

Martina non avrebbe voglia di rilasciare dichiarazioni ma lo fa solo per sottolineare l'importanza dei corsi di pronto soccorso, ammettendo che questa esperienza le fatto capire che praticare il massaggio cardiaco su un manichino è molto diverso e più semplice che farlo su una persona in arresto cardiaco in mezzo alla strada, "sono molto contenta se il mio intervento può essere servito a salvare ed evitare danni cerebrali a quell'uomo e invito ogni cittadino a seguire un corso di primo soccorso".

Dopo Martina sono stati almeno tre i passanti a praticare il massaggio cardiaco sull'avvocato in arresto cardiaco, una manovra faticosa. Fra coloro che l'hanno effettuata più a lungo proprio il misterioso uomo senza nome, l'eroe per caso. Lui ha subito mostrato personalità e conoscenza delle pratiche di rianimazione tanto da fare pensare che fosse un rianimatore di mestiere. Alla fine, mentre l'ambulanza stava per trasportava il paziente verso l'ospedale, al cronista che gli ha chiesto il nome e dove lavorasse ha solo detto, "mi chiamo Roberto Montanaro, ero imbarcato sulla Tirrenia", forse aggiungendo di essere infermiere, o anche solo di avere svolto corsi da infermiere.
Poche frasi dette in fretta. Ma quando sui social è apparsa la notizia che quel rianimatore poteva essere un infermiere, l'Ordine degli Infermieri ha subito acquisito informazioni per rintracciarlo e dirgli grazie, lo stesso ha fatto la compagnia marittima Tirrenia, che avrebbe trovato sue tracce, "a noi risulta un Robertino Montanaro, un piccolo di cucina, un aiutante cuoco, ma non è detto che negli anni successivi non possa avere cambiato vita e profilo professionale".

Tanti punti interrogativi ma anche una grande certezza, solida come la grande professionalità esibita dagli operatori del 118 quando sono subentrati a Roberto e Martina con le attrezzature in dotazione a bordo dell'auto medica: grazie all'eroe per caso, a Martina, l'assistente sanitaria della Asl 3 e almeno altri tre passanti senza nome, l'avvocato è ancora vivo.

Il legale, Antonio Lafronza, cinquantenne, un praese fra noto tifoso della Samp delle "Toghe blucerchiate", è ancora in condizioni critiche nella sala di rianimazione del policlinico, ma ha già incontrato la sua compagna ed è lucido, anche se ancora in terapia intensiva.
Per il tifoso doriano, grazie al tam tam dei social che hanno raccontato questa cronaca del bene, ora fanno il tifo tutti i genovesi.

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