
GENOVA - Telefoni criptati ma anche pizzini con codici cifrati. Erano questi gli "strumenti" grazie ai quali l'immobiliarista Gabriele Puleo organizzava il traffico di droga dal carcere di Marassi. Traffico poi interrotto a fine 2021 dopo il suo trasferimento nella casa circondariale di Alessandria.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che hanno arrestato 22 persone, Puleo aveva ricevuto dal suo ingresso in cella nel 2015 sei telefonini di cui 4 criptati. Con questi comunicava col suo braccio destro Marco Cuomo, mentre col padre Vincenzo Puleo (che faceva il tesoriere dell'organizzazione) comunicava anche tramite fogliettini passati durante i colloqui. I telefonini servivano anche a fare le videochiamate alla mamma e alla nonna, oltre che ad organizzare i traffici.
Per recuperare i carichi di stupefacente Puleo poteva contare su un impiegato di una ditta che si occupa di recuperare i rifiuti nelle navi. Lo dimostra una sua conversazione intercettata. "Riesce a mettere sopra le navi che arrivano a Genova? Che abbiamo scarico salendo sopra e portando via con la barca che raccoglie spazzatura di tutte le navi". I "recuperatori" non erano solo nel capoluogo ligure ma anche a Parigi e in Olanda.
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