
Minacce via Telegram nei confronti del presidente del Consiglio, Mario Draghi, di alcuni presidenti di Regione (Stefano Bonaccini dell'Emilia-Romagna, Vincenzo De Luca della Campania) e di infettivologi come Massimo Galli e il genovese Matteo Bassetti.
A mettere nel mirino l'ex banchiere oggi a Palazzo Chigi e gli altri obiettivi della protesta, accomunati da una posizione di intransigenza verso i no vax, sono gli organizzatori del gruppo "Basta Dittatura - Proteste" che hanno condiviso alcuni suoi dati sensibili, come l'indirizzo di casa, nell'account.
"Ogni sera alle 21 sotto il suo appartamento", è il senso del messaggio condiviso sull'account del sistema criptato di messaggistica istantanea. "Ogni sera, ore 21, tutti davanti all'appartamento del draghino malefico", e' la minaccia nei confronti dell'ex presidente della Bce, ritratto in un fotomontaggio ammanettato e con i baffetti alla Hitler accanto a uno screenshot di Google Maps. Due mesi dopo la decisione della procura di Torino di oscurare la chat 'Basta dittatura', accusata di incitare alla violenza nei confronti di politici, medici e giornalisti, torna dunque ad alzarsi il livello dello scontro contro le politiche sanitarie per contenere la pandemia.
Lo stesso gruppo che condivide l'indirizzo del premier, denominato "Basta dittatura! Proteste", accusa anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, quello dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e del Veneto, Luca Zaia. E' inoltre finito sotto scorta il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, per minacce che prima ancora avevano riguardato anche i governatori di Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Giovanni Toti.
"Piena solidarietà al Presidente del Consiglio Mario Draghi, oggetto di minacce e attacchi sulla rete da parte di cittadini no vax e no green pass. E' del tutto inaccettabile il clima di violenza a cui stiamo assistendo, con il moltiplicarsi di messaggi minatori che riguardano anche chi è impegnato senza sosta contro il Covid come i medici del nostro sistema sanitario, a cui tutti dobbiamo invece essere riconoscenti, oltre che i colleghi presidenti di Regione Bonaccini, De Luca, Fedriga". Lo afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a seguito delle minacce su Telegram nei confronti del Presidente del Consiglio Mario Draghi. "Tanto più perché a determinare questo clima - continua Toti - è l'assoluta minoranza degli italiani che, al contrario, per la grandissima parte si stanno comportando in modo responsabile, con le vaccinazioni, e prudente, rispettando le regole di sicurezza. Sono convinto che la Polizia Postale saprà individuare rapidamente i responsabili".
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