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Un signore si avvicina alla "reception" del grande supermercato e spiega: "Per puro scrupolo, vi informo che ho visto due persone che dovrebbero stare in quarantena per il Covid e invece sono qui, a girare fra gli scaffali". Immediato conciliabolo fra gli addetti, velocissima informazione al direttore e quindi l'annuncio via altoparlante: "Sappiamo che due persone che dovrebbero essere in quarantena sono nel supermercato. Le invitiamo a presentarsi immediatamente al banco informazioni!". Trascorre qualche secondo e al banco si presentano non due, ma dodici persone: tutte ree confesse di aver violato bellamente la quarantena!

L'episodio è avvenuto a Imperia e lo racconto omettendo ogni elemento di identificazione perché non possiedo gli elementi necessari a provare ciò che potrei dire. Mi risulta, ad esempio, che la direzione del supermercato abbia cacciato con decisione i "quarantenati" violatori delle prescrizioni, ma non abbia denunciato il fatto alle autorità. Un peccato di buonismo, ma un errore, non c'è dubbio.

Difatti vien da chieder sia: quanti saranno, in Liguria e in Italia, coloro che si fanno un baffo della quarantena? Possiamo sbatterci quanto vogliamo contro il Covid, vaccinarci, spingere i riottosi a farsi il siero, indossare le mascherine, tenere le distanze, lavarsi le mani. Prima di tutto ciò serve il senso civico di ognuno, la consapevolezza che il virus lo dobbiamo combattere per noi stessi e, contemporaneamente, per gli altri. Che, poi, significa tornare a noi stessi, in questo terribile gioco dell'oca.

Se ciò non accade, allora ogni sforzo rischia di essere vanificato. Ma, prim'ancora, si conferma che in tutta questa storia basta il comportamento di pochi sciagurati (e mi fermo qui nella definizione...) a creare dei problemi enormi. Il che ci riporta alla questione dei controlli. Avrebbero dovuto essere stringenti e le multe fioccare, oltre che essere ben più salate. È perfettamente inutile girarci intorno: ne devi colpire duramente uno, due, tre, quattro per "educare" tutti gli altri. E facciamola finita con il moralismo peloso delle discriminazioni da green pass o da vaccino: a parte i timorosi veri, sono migliaia gli "ideologici", cioè quanti hanno usato e stanno usando la pandemia per muovere degli attacchi politici al governo, al Parlamento, ai partiti, in generale al sistema. Certe battaglie non si combattono sulla pelle altrui, né sulla propria.

Non vogliono il green pass, costoro, perché dovrebbero vaccinarsi ad esempio per andare a lavorare. Lo ritengono un obbligo discriminatorio, ma nel contempo pretendono - giustamente - il pieno rispetto di tutte le norme, sancite da una legge, per la sicurezza del luogo di lavoro. E mettere in atto tutte le regole contro il Covid non rientra nella tutela della salute dove si lavora?

Io rispetto le opinioni diverse dalla mia, mi batterò fino all'ultimo affinché chi le sostiene possa farlo in piena libertà. Ma esistono dei limiti e la salute pubblica è uno di questi limiti. Se violi la quarantena e te ne vai al supermercato sei un irresponsabile senza alcuna giustificazione, commetti un reato e non puoi appellarti ad alcuna libertà. Perché quella non è libertà. Certo che se nessuno controlla e punisce, beh allora ce n'è per tutti. E non è una bella cosa.