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Come per decreto l’ex premier Giuseppe Conte varava, due anni fa, quotidianamente i provvedimenti anti-Covid nel buio più assoluto della conoscenza scientifica, così oggi, tra i primi provvedimenti del “novissimo governo” di Giorgia Meloni il ministro-rettore della Sanità, vara la fine della pandemia e annuncia il ritorno alla Normalità.

Che sancisce con alcune significative decisioni: i medici non vax un tempo sospesi tornano in ospedale (non da malati, ma da curanti), cessano i quotidiani bollettini dei contagiati con ricoverati, intensivi e cadaveri al seguito, ma, soprattutto, le mascherine diventano un optional anche in ospedale e, udite udite, anche nelle Rsa, laddove sono custoditi anziani spesso soli e cagionevoli.

Andando avanti sull’onda di questo entusiasmo sovranista, fra breve il benevolo medico-ministro lascerà anche la libertà di non lavarsi le mani, di tossire in un autobus stipato e di starnutire in ascensore, possibilmente a pieno carico sennò che gusto c’è? Ritorna la libertà destrorsa di baciare gli sconosciuti all’interno di un supermercato, di leccare le maniglie degli uffici comunali e , solo per la Val d’Aosta, di bere Genepy dalle stesse grolle, in gruppi di almeno quindici alpinisti.

Al di là della battuta, purtroppo, le decisioni del governo Meloni non sono scherzi. Per quanto riguarda la riduzione dei bollettini del male mi pare che la scelta di diffonderli settimanalmente sia corretta. Serve a dare una misura della malattia e a verificare, speriamo che il Rettore abbia ragione, che la pandemia è alle nostre spalle.

Per quanto riguarda il rientro libero dei medici no vax in ospedale la decisione, che credo sia tutta e solo una decisione politica, mi preoccupa. Non sarei felice di essere curato da un sanitario no vax. E’ un po’ come chiamare a spegnere un incendio un vigile del fuoco con la passione di portare in tasca lattine di benzina, o in un soccorso in montagna affidarsi a una guida che soffre di vertigini.

Spero come pare ad alcune ore dall’annuncio, che ci sia una lieve marcia indietro. San Mattarella per fortuna che esisti! Cioè che sia lasciata ai singoli ospedali ogni decisione in merito. E’ evidente che questa è dettata dalla disastrosa carenza di medici negli ospedali e soprattutto nei pronto soccorso. (Aprirei un’ inchiesta sui ministri e assessori alla Salute/Sanità degli ultimi vent’anni!)

Sull’abolizione delle mascherine in corsia e nelle residenze per anziani, invece, sono allarmato. La preoccupazione è tutta e esclusiva per le persone anziane già rese fragili dalla natura e su coloro che hanno malattie. L’uso delle mascherine ci ha salvato o almeno tutelato quanto i vaccini. Tanto più ora che i vaccini non proteggono dalla diffusione del contagio  anche se mantengono la loro efficacia contro la malattia severa. Ritengo sia stato un errore togliere le mascherine sui mezzi pubblici e anche nei supermercati. Pazienza. Ognuno farà come vorrà. Io la tengo, la metto e la metterò ancora di più ora dopo le spavalde scelte del Rettore Normalista.

I virologi a ventisette pollici si dividono come sempre. Seguo solo il professor Bassetti che alcune settimane fa raccomandava fortemente l’uso della mascherina a certe persone o in determinati luoghi chiusi e affollati.

Confesso che, travolto dall’ondata di amore mediatico per Giorgia, mi sarei aspettato qualche altra decisione urgente. Non quella di sconfessare in tutto il lavoro del mesto ex ministro Speranza. Avrei preferito qualche medico si vax in più al pronto soccorso e molte, moltissime mascherine in  più , nei luoghi chiusi, sui bus, dove c’è folla, presto contaminata dall’influenza.

Pazienza. Staremo a vedere e che Iddio ci protegga che almeno lui, credo, non sia no vax.

L’ultimo suggerimento al povero Letta (Enrico) col suo Pd in via di estinzione come l’elefante di Sumatra: evidentemente la mascherina è di sinistra. Forse lo sono anche i vaccini e i richiami aggiornati. Forse anche il lavaggio delle mani, lo starnuto coperto dal braccio, la tosse stizzosa occultata dal palmo della mano. Insomma, l’educazione civica e non. Invece che puntare sulla cancellazione dei reddito di cittadinanza punterei su queste cosette.