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La nuova diga, la gronda, il completamento del terzo valico e via elencando. Ci sono della grandi opere che attendono la pragmaticita' del nuovo-vecchio sindaco di Genova, Marco Bucci. Io non so se sarà ricordato, il primo cittadino, per aver realizzato in tempi record, come commissario, il ponte San Giorgio. Oppure per aver tirato giù la famigerata diga di Begato. Oppure, ancora, per uno degli interventi già realizzati o che devono esserlo.

Ma fra i tanti impegni che certamente lo attendono, alcuni così impegnativi da far tremare i polsi, non sarebbe male se il nuovo-vecchio sindaco del capoluogo ligure trovasse anche un po' di tempo per fare alcune cose che per gli amministratori di solito sono piccole e, invece, sono maledettamente importanti per noi cittadini normali.

Alcuni esempi? Che so, tappare qualche buca sulle squinternate strade genovesi. Oppure rimettere in sesto alcuni dissestati marciapiedi. Oppure abbattere qualche barriera architettonica di troppo, ricordando che questo mondo e dunque anche questa città appartengono pure ai diversamente abili. E ai genitori, ai nonni, agli zii che girano con le carrozzelle e i passeggini. Oppure piantare qualche albero dove ce ne sarebbe un gran bisogno. E magari qualcuno in più dove già ci sono. O creare qualche zona d'ombra anche sul piazzalone del Porto Antico: capisco che la nuova tendenza urbanistico-architettonica magari non le prevede, ma siccome quelle aree devono essere fruibili (dovrebbero) senza farsi venire un coccolone...

Ecco, sindaco, lei ha stravinto le elezioni facendo cose molto importanti. Diciamocelo senza infingimenti: ha pensato in grande e spesso è riuscito a rendere questa grandezza assai concreta. È in procinto di ricevere, come primo cittadino, una cascata di miliardi dal Pnrr e dovrà stare attento, attentissimo, a spenderli rapidamente e bene.

Nondimeno, credo debba dimostrarci di saper pensare anche in piccolo. E quindi metta mano alle cose che possono non dico cambiare, ma almeno un po' migliorare la vita quotidiana dei genovesi. Non c'è niente di male se uno riesce entrare nei libri di storia anche per aver fatto cose solo apparentemente secondarie. Lei, anzi, ha una grande opportunità: unire il grande e il piccolo. Auguri. Anche per noi semplici cittadini.