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Gli addetti ai lavori: "Fermi per almeno 6 mesi, speriamo in una deroga"
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VARAZZE - Non è una sorpresa trovare frequentemente immagini di panorami mozzafiato e aree naturali appartenenti al patrimonio culturale italiano apparire in televisioni, blog, riviste e magazine di tutto il mondo. Lo stesso discorso vale per il territorio ligure, di cui si apprezzano, solo per fare qualche nome, tutto l'arco delle Cinque Terre, la Riviera dei Fiori nell'imperiese, il Cristo degli Abissi a San Fruttuoso di Camogli e il paesaggio montagnoso delle Alpi liguri.

Per gli appassionati di trekking, di ciclismo e di paesaggi naturali, uno dei luoghi ideali è il parco del Beigua, che si estende dalle zone di Genova fino a Savona. Proprio l'area del Beigua, con i suoi paesaggi da capogiro, è finita sulla rivista tedesca MOUNTAINBIKE, magazine di riferimento per gli amanti di questo sport in Germania.

"Quest'estate siamo stati contattati dalla rivista tedesca che ci ha chiesto di organizzare gli itinerari per i loro tre inviati, un fotografo professionista, un giornalista ed una rider" - racconta Sergio Bolla, fotografo e manager di Varazze MTB, portale di riferimento per gli appassionati di mountain bike nella zona del Beigua - "In una settimana li abbiamo portati facendo fare loro vari percorsi della zona di Varazze; poi grazie alla collaborazione con altri centri delle altre zone li abbiamo portati nelle zone di Arenzano, Cogoleto, fino al tratto del Turchino verso forte Geremia. E' stato un modo di dare visibilità a tutto il territorio"

"Gli appassionati tedeschi preferiscono un terreno meno battuto e più naturale rispetto alle strade asfaltate. Da lì in poi abbiamo avuto molte più richieste dalla Germania, gli sportivi volevano più informazioni riguardo agli itinerari. Noi abbiamo una clientela che si divide fra un 80% di italiani - soprattutto milanesi - ed un 20% di francesi, svizzeri e appunto tedeschi".

Tutto questo tuttavia proprio in questi giorni verrà compromesso dalla diffusione della peste suina: "Secondo il nuovo decreto dovremo stoppare le attività outdoor per almeno 6 mesi. Per noi è un bel danno, costituisce praticamente il terzo lockdown in due anni. Speriamo che si possa arrivare ad una deroga per le attività legate al turismo del territorio, ovviamente concordando le modalità per minimizzare i rischi di diffusione del virus".