
GENOVA - Genova in lutto per la scomparsa di Lisetta Carmi, fotografa genovese di fama internazionale impegnata nel sociale, in particolare negli anni '60.
Nata nel 1924, si è spenta a 98 anni a Cisternino, in provincia di Brindisi. Carmi realizzò i suoi reportage più memorabili nel giro di soli tre anni.
Nel 1964 fotografò i portuali del porto di Genova; nel 1965 ritrae i travestiti dei vicoli del centro storico e ne scrive: “Osservare i travestiti mi ha fatto capire che tutto ciò che è maschile può essere anche femminile, e viceversa: non esistono comportamenti obbligati, se non in una tradizione autoritaria che ci viene imposta fin dall’infanzia.”
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Nel 1966 ad Amsterdam frequenta e fotografa il gruppo dei Provo che poi inviterà a Genova. “Cosa vogliono i Provo?” si domanda Carmi - “Vogliono evocare, in ogni occasione e con qualsiasi mezzo, le coscienze addormentate dalla ricchezza, non vogliono accettare una società che si è resa schiava del benessere, vogliono spingere la gente a pensare. ‘Amiamo la rivoluzione, ma crediamo nell’evoluzione’. In queste parole, che sono un po’ il loro manifesto, c’è tutto il loro programma”.
Nel 1968 la fotografa è a Carrara per un convegno anarchico a cui partecipa il leader del Maggio francese Daniel Cohn-Bendit. Le foto scattate in quell’occasione vengono esposte per la prima volta, grazie alla generosità di Lisetta e all’amichevole collaborazione di Giovanni Battista Martini, in occasione della mostra "Le stagioni della fotografia militante 1960-2020" che si é svolta a Genova nel 2021 a cura dell'Archivio dei movimenti.
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