Cronaca
TRENT'ANNI DOPO
48 secondi di lettura
La città si aggrappa all'ultima grande fabbrica che è senza ossigeno. Le manifestazione di questi giorni, gli operai dei cantieri che devono usare l'arma più antica della protesta, scendere per le strade, bloccare la vita della città, paralizzare il traffico, creare pesanti disagi ai cittadini anche lavoratori come loro, ci rigettano indietro nel tempo di una trentina d'anni, quando Genova viveva il tremendo periodo della de-industrializzazione, il disimpegno delle Partecipazioni statali che non avevano soltanto aiutato la città a tirare avanti, ma avevano creato una rete di intelligenze manageriali e tecnologiche straordinarie.Allora ci si illuse che la grande industria con gli operai avrebbe lasciato spazio al terziario, al turismo, alla città intelligente. Erano gli anni in cui Alberto Gagliardi, vivace cervello democristiano e manager dell'Elsag lanciava lo slogan dell'industria pensante contro l'industria pesante. Oggi ci rendiamo conto che tanti di quei ragionamenti sono stati traditi. L'industria pesante finisce e quella pensante stenta a occuparne gli spazi vuoti.
Ultime notizie
- Nel 2025 più di 500 missioni del soccorso alpino della Liguria
-
Meteo, in arrivo settimana di nuvole e pioggia
- Da mesi picchiava e minacciava la ex fidanzata: braccialetto elettronico a 47enne
-
Il film della settimana: 'No other choice - Non c'è altra scelta', quando il lavoro uccide (letteralmente)
- Tornano i sondaggi Tecné/Primocanale sui temi caldi di Genova
- Investimento mortale di Valentina Squillace, l'autista del camion passato con il rosso
9° C
LIVE
IL COMMENTO
-
Mario Paternostro
Domenica 11 Gennaio 2026
-
Franco Manzitti
Sabato 10 Gennaio 2026
leggi tutti i commentiLa grande questione di Genova che non riesce a diventare giovane
Portare la fiaccola olimpica che è passata per Genova