Cronaca
'I rusteghi' alla Corte fino a domenica
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Al Teatro della Corte è in scena fino a domenica prossima lo spettacolo 'I Rusteghi' di Carlo Goldoni, prodotto dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Regionale Alessandrino e proposto, nella traduzione e nell’adattamento di Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero, da quattro attori principali, Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso e Jurij Ferrini, affiancati da Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini e Daniele Marmi. Messa in scena per la prima volta a Venezia al teatro San Luca, verso la fine del carnevale, il 16 febbraio del 1760, la commedia appartiene alla maturità di Carlo Goldoni che coincide anche con gli ultimi anni della sua permanenza a Venezia. Due anni separano Goldoni dal trasferimento a Parigi, alla Comédie Italienne, e sempre più nelle sue storie si coglie il disinganno per una realtà storica profondamente diversa da quella che aveva raccontata nelle sue commedie precedenti. E’ proprio lavorando su questa rappresentazione di un mondo in trasformazione, che Gabriele Vacis mette in scena il nuovo adattamento di una «commedia che parla ancora al nostro tempo, all’intolleranza travestita da moralismo, alla difficoltà di mettersi in relazione, alla mancanza di comunicazione di un’epoca che proprio della comunicazione fa il proprio vessillo». E per meglio raccontare la malinconica, ma anche divertente, perdita d’identità che caratterizza i personaggi dei Rusteghi goldoniani, Vacis orta in scena una compagnia di soli uomini che ricorrendo anche al travestimento concorrono a dare nuova vita alla storia di quei quattro vecchi, ostili al presente e legati agli antichi valori del mondo mercantile, che si trovano alle prese con un gruppo di donne e di giovani, i quali invece sentono con forza il richiamo del presente, della gioia di vivere e della felicità, rappresentate dal carnevale. Quello che ne scaturisce, ha sottolineato la critica, è una commedia che nel raccontare un esplicito conflitto generazionale lo risolve nel trionfo delle nuove generazioni, valorizzando come la sempre sottile e graffiante comicità goldoniana ben si addica alla rappresentazione di una società in trasformazione come la nostra, che non ha difficoltà a rispecchiarsi in quel piccolo mondo veneziano.
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