Dunque il senatore Musso dichiara ufficialmente nel corso di una manifestazione di partito che un assessore della giunta Vincenzi, cioè della parte politica opposta alla sua, gli ha telefonato dichiarando: “Sto con te”. E da questa telefonata è partita la polemica con la conseguente caccia al traditore.
La storia non cambia e i voltagabbana non perdono il brutto vizio. Perché di voltagabbana si tratta, cioè di un signore che oggi sta nel governo della città di Genova con il centro sinistra e ha “giurato fedeltà” al sindaco Vincenzi, ma sotto banco telefona all’avversario ufficiale del sindaco (Musso appunto) e gli confessa la sua vera fede. Abbastanza squallido.
Se questo personaggio è un uomo e non un omuncolo, faccia outing e dica bello chiaro che ha cambiato idea. Non lo vieta nessuno, anzi! Ma come primo atto serio se ne vada dalla giunta nella quale oggi, abusivamente, occupa un posto.
E Enrico Musso che vuole rappresentare il nuovo che avanza, il rifiuto della vecchia politica (piena di saltatori e voltagabbana) vada a caccia dei suoi adepti fuori dalla giunta della Vincenzi. Così facendo, cioè pescando nelle fila dell’avversario, smentisce la sua strategia innovatrice e corre il rischio di circondarsi di “ex”.
Ma soprattutto di facce vecchie, di politicanti di mestiere e di bassa bottega, pronti a cambiare la casacca quando sentono che l’aria puzza.
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