Cronaca

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L’influenza di quest’anno la chiamano “Austrialiana”, è un ceppo nuovo ed è già allarme: per l'Oragnizzazione mondiale della Sanità è “rischio pandemia”. Vale a dire che farà il doppio delle vittime del 2007: dai 5 a 7 milioni di italiani. Lo confermano gli esperti riuniti a Vilamoura, in Portogallo, per la Terza Conferenza Europea sulla malattina. Il picco massimo dell’”Austrialiana” è atteso come sempre tra dicembre e gennaio e il nome deriva dal continente dove l’anno scorso sono stati isolati per la prima volta due dei tre nuovi ceppi virali: l’A/Brisbane H1N1 e l’A/Brisbane H3N2. E’ invece del ceppo B il terzo virus in arrivo, il Florida 2006, isolato nei giorni scorsi al Policlinico di Pavia in due stranieri di passaggio in Italia. Tornando all’Australiana: “si tratta di due ceppi del tutto diversi rispetto a quelli dello scorso anno, che erano l’A/Salomon H1N1, l’A/Wisconsin H3N2 e il Malaysia” spiega il professor Giancarlo Icardi, direttore del Dipartimento di Igiene dell’Università di Genova. “Pur non risultando più contagiosi e virulenti, ci fanno aspettare una stagione più cattiva perché la maggior parte delle persone non è mai venuta a contatto con essi – dice ancora Icardi – la prova di ciò arriva dall’Australia, paese peraltro non paragonabile al nostro per estensione e densità di abitanti, dove il virus ha addirittura triplicato i casi della malattia”. A fronte di ciò allarmano i dati: lo scorso anno in Italia si è vaccinato solo il 20% della popolazione, il 66% non si è mai vaccinato nella vita e si vaccina solo il 60% degli ultra 65enni (fascia in cui si registra l’80% degli 8mila decessi annui) contro il 75 indicato dall’Oms.