Che stia lavorando è sicuro, ma che abbia troppe cose da fare, anche. Mario Tullo, neo deputato della Repubblica, sta combattendo su più fronti: alle prese con la nuova avventura romana e con una opposizione che, in Parlamento, sta cercando di trovare una sua identità di fronte alle ultime "porcate" di Berlusconi in fatto di giustizia; alle prese con gli scossoni che arrivano ogni giorno, anche in Liguria, dal Partito Democratico; alle prese con le "burrasche" di Palazzo Tursi, tra inchieste giudiziarie e giornalistiche. Eppure sostiene di riuscire a fare tutto. Ma è evidente che il problema si pone: come può, stando tre, quattro giorni la settimana a Roma, a gestire tutte le situazioni? Come può seguire le già difficili trattative con Marco Bertolotto, presidente della Provincia di Savona, che ha rotto con il Pd sparando a zero proprio sui suoi vertici? E come può ora far fronte alla nuova "fronda" che si sta aprendo con Claudio Gustavino, pronto a sospendersi dal Pd se -come è certo avverrà- saranno cambiati alcuni direttori generali delle Asl? Per ora Tullo si è preso qualche giorno di riposo. Ma le questioni sono più che urgenti e vanno risolte, altrimenti ci sarà presto chi chiederà un cambio di leader per il Pd in Liguria. Come sta succedendo a livello nazionale per Veltroni.
Politica
Tullo come Veltroni, le spine dei leader
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