Cronaca

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Il "cuore generoso sempre disponibile per gli altri", "l'impegno per i diversamente abili", "la passione per il mare", ma anche "l'ultimo colpo alla famiglia", quello dell'inchiesta giudiziaria che ha portato suo marito agli arresti domiciliari proprio mentre stava morendo in clinica, sono stati evocati stamani al funerale di Nucci Novi Ceppellini officiato dal frate cappuccino Luca Bucci e concelebrato da don Pietro Arvigo e da don Luigi Molinari, delegato della pastorale per il mondo del lavoro. In una chiesa gremita, col marito Giovanni Novi accompagnato dai quattro figli e dai nipoti, da amici e parenti, oltre ad una folta rappresentanza del mondo politico-istituzionale ligure, gli amici dello Yacht club italiano, ma un tangibile vuoto segnato dalle poche presenze del mondo dello shipping, si è consumato l'ultimo saluto a Nucci Ceppellini, spentasi venerdì sera nella clinica Montallegro a Genova. Padre Bucci, che mentre ricopriva un incarico in curia per la sanità con lei aveva percorso "un tratto di strada" quando era assessore regionale della giunta Biasotti, ha voluto ricordare "il suo impegno per i diversamente abili" ed "il suo cuore grande e generoso". "Era una delle poche persone che avevano capito che la politica è un servizio alla popolazione e sarebbe bello fosse un esempio per tutti", ha detto il frate. Ed è stato ancora padre Bucci a richiamare il dramma che l'ha accompagnata nelle sue ultime ore: "Quell'ultima boa appesantita da un colpo in più alla famiglia. Non voglio dire oltre qui, ma chi ha orecchie per intendere, intenda". Toccante la testimonianza del figlio Alessandro e dei nipoti, che hanno tratteggiato il carattere di una donna generosa, lo spirito di competizione della velista durante le regate a bordo della barca di famiglia, il Chaplin (di recente donato alla Marina militare), ma anche le "coccole" di una nonna. "Quando scoprì la sua malattia - ha detto Alessandro in un passaggio della sua lettera - la sua prima preoccupazione fu quella di rassicurare tutti noi. Sapeva infondere serenità e nascondere i suoi turbamenti interiori". Ed è stato ancora il figlio a dire di lei: "Era tosta. Anche col mare grosso se ne stava al carteggio per trovare la rotta migliore per vincere la regata col suo caffé e la sua sigaretta, mentre magari metà equipaggio stava male". Infine, "l'ultima battaglia", quella che avrebbe "voluto combattere con papà'" e che comunque la vedeva ostinarsi in clinica, quando ce la faceva, "a scrivere i numerosi nomi di chi ci è stato vicino e sono in molti qui oggi"."Papà non è solo - ha concluso - e so che tu veglierai su di lui. Buon vento". (Ansa)