Sulla decisione di arrestare Giovanni Novi, presidente del porto di Genova, la procura del capoluogo ligure si sarebbe spaccata. Lo dicono gli avvocati di Novi. "Il procuratore capo Francesco Lalla non ha ritenuto di aderire alla richiesta di custodia cautelare proposta dai pm Walter Cotugno, Enrico Zucca e Mario Morisani", hanno detto gli avvocati Cesare Manzitti di Genova e Cesare Corti Galeazzi del foro di Milano. I due legali hanno riferito le motivazioni del provvedimento apposto da Lalla in calce alla richiesta dei pm datata 17 dicembre 2007 per gli arresti domiciliari: "All'indagato ultrasettantenne e incensurato - hanno detto i due legali citando la nota del dottor Lalla - sono stati addebitati reati senza fine di lucro personale nella sua veste di presidente dell'Autorità Portuale carica pubblica in scadenza". Secondo i due difensori "Il procuratore capo aveva suggerito, nella peggiore delle ipotesi, la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio. Suggerimento del quale i pm non hanno tenuto conto".
Cronaca
Scontro tra il procuratore di Genova e i pm sull'arresto di Novi
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