Un anno e mezzo fa, in piena campagna elettorale per le elezioni comunali di Genova, esplose la questione dell’inceneritore. Sembrava fossimo ormai all’ultima spiaggia: o l’inceneritore o la fine, una agghiacciante soluzione napoletana. I sostenitore bi-partisan dell’impianto di termovalorizzazione evocavano scenari apocalittici. Gli altri opponevano controscenari con morbi che si sarebbero diffusi proprio per colpa di questo sistema di bruciatura della spazzatura.
Sono arrivate le elezioni e la spazzatura genovese con il suo bravo inceneritore è stata incenerita. Non se ne parla più. Che cosa vuole fare la giunta comunale? Che ne è della discarica di Scarpino che sembrava minacciare Sestri Ponente? Le immagini tremende che arrivano dalla Campania dovrebbero consigliare i nostri amministratori a riaprire la questione, a fare il punto e magari a risolverla.
IL COMMENTO
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