Cronaca
Mafia, la Dia di Genova sequestra beni per 1,5 milioni a due fratelli
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Beni per circa un milione e mezzo sono stati sequestrati dalla direzione investigativa antimafia di Genova, su provvedimento del tribunale di Alessandria, a due fratelli calabresi indiziati di appartenere alla 'ndrangheta di Cittanova (Reggio Calabria). Si tratta di Aldo ed Ercole Gaglianò, considerati elementi di spicco del clan dei Facchinerio perante anche nel Nord Italia e facente capo a Luigi Facchineri, ora in carcere, che era inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi. Tra i beni posti sotto sequestro vi sono due ville con relative pertinenze, otto autovetture di cui sei di grossa cilindrata, un esercizio commerciale, due società unipersonali e vari conti correnti bancari. Il tutto era prevalentemente intestato ai familiari dei fratelli Gaglianò che però non hanno potuto dimostrare un reddito idoneo al possesso. I due, per i quali la Dia ha proposto la sorveglianza speciale antimafia, si sono trasferiti nel basso Piemonte dopo una lunga permanenza a Genova durante la quale sono stati coinvolti in reati legati alla criminalità organizzata operante nel capoluogo ligure. Numerosi i precedenti penali a loro carico tra cui sequestro di persona, estorsione e detenzione illegale di armi e munizioni. Il loro padre, Giuseppe, fu ucciso nel 1978, nell'ambito della faida sanguinaria che, anche a Genova, ha visto contrapporsi le famiglie calabresi "Facchineri" e "Raso-Albanese". Un altro fratello, Luciano, fu ammazzato nel 1991. Per questo omicidio, nel 2006 la Corte di Assise d'appello di Genova ha condannato all'ergastolo esponenti della famiglia mafiosa "Fiandaca-Emmanuello", propagine del "clan Madonia". (Ansa)
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