"L'unica pausa è quella della notte, ma durante il giorno qui è un inferno per colpa degli ottantamila veicoli che transitano sulle due carreggiate". Paolo Guinci, gestore di una pescheria in pensione, dalla sua abitazione di via Pescatori, alla Foce, punta lo sguardo e l'indice contro la Sopraelevata Aldo Moro.Il palazzo dove vive è stato costruito negli anni Trenta per dare una casa popolare ai pescatori della marina che allora era nella spiaggia di piazzale Kennedy. Era un'altra Genova, dopo trent'anni lì è arrivata la Sopraelevata, figlia del boom economico e della corsa all'automobile, e piano piano anche i pescherecci dalla Foce sono spariti, per lasciare il posto alla Fiera del Mare e al palazzetto dello Sport.
"Quando leggiamo delle richieste legittime degli abitanti che vivono vicino alle autostrade mi viene rabbia - spiega Guinci - loro almeno le barriere le hanno avute e le riavranno visto che sono solo state solo smantellate perché irregolari, noi invece non le abbiamo mai avute e di noi nessuno parla".
A detta del pensionato il rumore assorda anche gli abitanti delle eleganti abitazioni della soprastante corso Saffi: "Le barriere aiuterebbe a vivere in condizioni migliori molte decine di famiglie della Foce" spiega ancora Sguinci.
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