cronaca

Emettevano certificati medici, in caso di morti naturali, senza aver effettuato gli esami necroscopi
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 Si è chiuso questa mattina davanti al giudice Marta Maria Bossi del tribunale a Imperia, con quattro condanne, il primo grado di giudizio al processo sulle cosiddette 'autopsie fantasma'.


Emettevano certificati medici, in caso di morti naturali, senza aver effettuato gli esami necroscopi, sette degli undici indagati erano stati rinviati a giudizio con l'accusa di falso in atto pubblico nell'ottobre del 2017.


Sono stati condannati i medici legali: Claude Orengo Maglione (1 anno e 15 mesi), Sandra Maria Motroni Gherardi (1 anno 3 mesi), Giuseppe Garo (2 anni e 11 mesi) e Alessandro Zaccheo (1 anno). Tranne nel caso di Maglione, per il quale erano stati chiesti 8 mesi, negli altri le condanne rispecchiano le richieste di pena del pm Enrico Cinella Della Porta.


Nello stesso procedimento hanno già patteggiato il medico legale Francesco Traditi (1 anno e 6 mesi) e la dipendente amministrativa dell'Asl 1, Stefania Stella (5 mesi e 20 giorni); mentre un altro operatore di camera mortuaria, Orlando Mandica, aveva chiesto il beneficio della messa alla prova. Nel mirino della inchiesta una serie di referti compilati in bianco, anziché dopo la ricognizione cadaverica.


Personaggio chiave dell'indagine resta l'ex responsabile del servizio di Medicina legale dell'Asl 1 Imperiese, la dottoressa Simona Del Vecchio (difesa dall'avvocato Marco Bosio), nei confronti della quale la II Sezione penale della Corte di Appello di Genova ha abbassato la pena, nel febbraio 2020, da 6 anni e 6 mesi di reclusione, a 2 anni e 11 mesi. Era accusata di falso, truffa e peculato.