La scuola italiana questa estate resta aperta: non solo le segreterie e gli uffici ma anche le aule, per permettere a bambine e bambini, ragazze e ragazzi di recuperare un po' di quella socialità persa in questo lungo anno scolastico solitario che tra un mese e poco più si chiuderà. Il piano del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ora diventa realtà: ci sono infatti a disposizione i soldi del Fondo per l’arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa a cui si aggiungono i denari del Pon-Scuola 2014-2020: saranno i singoli istituti a decidere in autonomia come organizzarsi nei mesi estivi e con quali proposte per i loro studenti. L'obiettivo è chiaro: recuperare i rapporti sociali interrotti con la didattica a distanza, aiutare chi ha faticato maggiormente a seguire le lezioni da remoto e poi stare insieme, fare laboratori, campus di lingua straniera, fare visite. Fare scuola insomma, come prima.
“Al fine di agevolare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurriculare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità anche nel periodo che intercorre fra la fine dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022, il Fondo per l’arricchimento e ampliamento dell’offerta formativa è incrementato di 150 milioni di euro" si legge nei piani del ministro Bianchi. A questi si aggiungono i 300 milioni residui del Pon-Scuola 2014-2020 che il ministero potrebbe sbloccare a breve.
A settembre inizieranno poi i canonici corsi di recupero per chi ha debiti formativi mentre a differenza dello scorso anno il ministro si è già pronunciato sulle bocciature: ripristinate, la pandemia non salverà gli studenti meno preparati.
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