cronaca

Saranno consentiti anche gli spostamenti verso le seconde case
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La provincia di Savona si risveglia in zona arancione sotto una leggera pioggia primaverile. Mentre il levante savonese è giallo, questa volta per allerta meteorologica, i dati dei contagi da Covid-19 lasciano ben sperare per le prossime settimane. Anche se quello della settimana di Pasqua non sarà l'ultimo sacrificio richiesto alle categorie economiche, ma i più ottimisti parlano di una ripartenza, graduale e controllata, già a fine aprile. Con l'ultima ordinanza regionale è inoltre consentito lo spostamento verso le seconde case.

Nella provincia di Savona si sono registrati 49 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Un numero inferiore a quello dei giorni precedenti. Le persone ricoverate in ospedale sono 150 e 15 quelle in terapia intensiva. I soggetti in sorveglianza attiva sono in tutto 1.606. Da alcuni giorni, i positivi ogni 100mila abitanti sono sotto la soglia di allerta Ovvero le 250 unità. Quest'ultimo è infatti uno dei principali parametri presi in considerazione dal Ministero della Salute, insieme all'indice Rt.

L'ordinanza regionale comunicata lo scorso venerdì non dà una boccata di ossigeno solo a parrucchieri, centri estetici e barbieri, ma permette anche agli studenti delle scuole medie di tornare in presenza al 100%, mentre le scuole secondarie di secondo grado ripartono al 50%. Niente zona gialla per ora, il governo vuole procedere con prudenza visto che i dati comunicati da Alisa e dalle Asl territoriali non lasciano tranquilli: l'ultimo bollettino registra un aumento di 6 unità in tutta la regione, ma se il governo decidesse di ripristinare le zone gialle, allora è probabile che la Liguria sia tra queste.

"Noi parrucchieri e barbieri avevamo paura di dover chiudere per molti più giorni. Un incubo che ci ha riportati indietro nel tempo fino a un anno fa. Sono consapevole della difficile situazione legata ai contagi, credo fosse inevitabile prendere misure drastiche per Pasqua. La salute è un diritto, lavorare è un diritto. La mia solidarietà va pertanto a tutti quei lavoratori che si ritrovano ancora bloccati. Il benessere economico non dipende solo dal nostro orticello, per avere una città viva, serve il contributo di tutti" spiega Fabio Pischedda, barbiere savonese.